Al lavoro

Mercoledì, 1° maggio, si celebra come di consueto (in Italia ufficialmente dal 1891) la Festa del lavoro. Nata in America in seguito a gravi incidenti durante una manifestazione operaia a Chicago (con un attentato dinamitardo ai danni della polizia punito con sette condanne a morte), la ricorrenza fu riconosciuta in Europa nel 1889. Numeri di Roberto Raja sullo stato del lavoro in Italia.
58,6 per cento
Il tasso di occupazione in Italia a fine febbraio (ultimo dato Istat disponibile). In leggero calo rispetto al mese precedente, quand’era al 58,7 per cento, quota uguale a quella di giugno 2018, mese in cui si è insediato il governo Conte. In termini assoluti, da gennaio a febbraio si sono persi circa 14 mila occupati.
44 mila
I lavoratori dipendenti in meno tra gennaio e febbraio, sia permanenti (-33 mila) sia a termine (-11 mila). Sono aumentati invece, di circa 30 mila unità, gli indipendenti. “Il calo dell’occupazione – annota l’Istat – è concentrato nella classe di età centrale dei 35-49enni (-74 mila), mentre si conferma il segno positivo per gli ultracinquantenni (+51 mila)”. Nell’arco dell’anno, i dipendenti permanenti, cioè gli assunti a tempo indeterminato, si sono ridotti di 65 mila unità.
216 mila
Gli occupati in meno, in un anno, di età compresa tra i 35 e i 49 anni. Nella generazione di mezzo si contano 954 mila disoccupati e 2,5 milioni di inattivi in totale.
32,8 per cento
Il tasso di disoccupazione giovanile (under 25) a febbraio, in lieve diminuzione rispetto a gennaio. In Germania la quota di under 25 senza lavoro è stabile al 5,6 per cento. Nell’Eurozona l’Italia è al penultimo posto: dietro di noi, solo la Grecia con il 39,5 (dato del dicembre scorso). La Spagna, con il 32,4 per cento di disoccupazione giovanile ha scavalcato in gennaio l’Italia.
10,7 per cento
Il tasso di disoccupazione in Italia a febbraio (peggio di noi in Europa solo Spagna e Grecia), con 34 mila persone in più in cerca di un lavoro, rispetto al mese precedente.
7,8 per cento
Il tasso di disoccupazione a febbraio nell’Eurozona.
12,2 per cento
La quota di quanti, tra i lavoratori dipendenti, dichiarano di lavorare meno di quanto vorrebbero (ultimi dati Ocse, riferiti al 2017). Nel 2006 erano il 5,6 per cento. La media Ocse del 2017 è del 5,4 per cento.