Ammissioni e precisazioni sulla Version di ieri
I lettori che hanno scritto per protestare che la Version di ieri era banale, hanno ragione, era banale. I lettori che hanno scritto per protestare che era volgare, hanno ancora più ragione, la era.

I lettori che hanno scritto per protestare che la Version di ieri era banale, hanno ragione, era banale. I lettori che hanno scritto per protestare che era volgare, hanno ancora più ragione, la era: accostare il Salvini che si dedicava al parapendio nel giorno di Pasquetta, al Salvini cui abbiamo augurato la circoncisione il giorno dopo, in Israele, regalava un’immagine senza dubbio stupida, e cosa ancor più grave, plebea, sguaiata, grossolana, facilonemente sciatta. Nonché irrispettosa, forse, di un rito tenuto per sacro. Al terzo tipo di lettori, che si è lagnato del fatto che circoncidendo Salvini eravamo stati non solo dozzinali, anche generici, dobbiamo chiedere invece di crederci sulla parola: l’idea di un intervento in anestesia non ci ha nemmeno sfiorato.
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E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
