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Come fare bella figura senza necessariamente sapere quel che si dice

I gialli

Sotto l’ombrellone o sul comodino di un hotel, in aereo o davanti al camino, prima o poi li abbiamo incontrati

6 Febbraio 2015 alle 06:18

I gialli

- Gli scandinavi hanno rotto le balle.

 

- Detestare il genere: non capire cosa ci sia di bello a interessarsi a dei cadaveri.

 

- Amare Agatha Christie. Chiosare: anche se nelle sue trame barava spudoratamente.

 

- Adorare Miss Marple. Detestare Poirot. Non spiegare perché.

 

- Ricordarsi sempre di dire che consentono di indagare la contemporaneità meglio di tanta sociologia boriosamente paludata.

 

- Notare con piglio socioantropologico che da anni lo spazio destinato ai gialli nelle librerie è in costante aumento. Vedervi un segno di decadenza della civiltà.

 

- Se l’uditorio è anagraficamente adatto, stupirlo rammentando che una volta il giallo era considerato un genere deteriore.

 

- L’intellettuale può utilmente far notare che in Italia il libro che ha affrancato il genere dal ciarpame della pura letteraura di consumo è stato “La donna della domenica” di Fruttero & Lucentini. Chiosare che la consacrazione definitiva è avvenuta otto anni più tardi con “Il nome della rosa”.

 

- La condizione di single ha svariati svantaggi, ma è l’unica che consente di vedere due stagioni intere di C.S.I. a weekend senza doversi lavare. Convenirne.

 

- Attendere che l’implacabile giallo dell’estate presidi in massa tutti i telegiornali.

 

- La donna che ama leggere i gialli più crudi si porta moltissimo. Dissertare sulle implicazioni erotiche suggerite.

 

- Fare sottili distinzioni epistemologiche tra giallo e noir qualifica l’uomo di cultura. Nutrire sentimenti ambivalenti nei confronti del primo, amare il secondo.

 

- Sherlock Holmes è di un’antipatia devastante. Di seguito, magnificare la riedizione in chiave contemporanea della Bbc.

 

- Notare che il procedimento di Sherlock Holmes è l’abduzione e non – come vuole la vulgata – la deduzione, fa sempre una certa scena e posiziona come intellettuale, cultore della letteratura di massa. Se qualcuno obiettasse, rinviarlo ai testi di Peirce. Non è necessario averli letti. (Vedi seguente)

 

- Gettare lì con nonchalance che la celebre frase “Elementare, Watson” è un’invenzione della serie televisiva degli anni Trenta con Basil Rathbone e che Conan Doyle non si è mai sognato di scriverla. Tuonare contro le volgarizzazioni mediatiche.

 

- Le donne sono grandi scrittrici di gialli. Convenirne.

 

- Stigmatizzare le fascette librarie su cui c’è scritto: “La nuova regina del giallo”.

 

- Plaudire ai vecchi sceneggiati di Maigret con Gino Cervi: bellissimi. Non è necessario averli visti. Valutare se segnalarsi come pensatore fuori dal coro lamentandone la lentezza intollerabile. Concludere che il linguaggio televisivo e cinematografico è drasticamente cambiato.

 

- Da ragazzini essersi divertiti un mondo in biblioteca a scrivere il nome dell’assassino sulla prima pagina. Rammaricarsene.

 

- Montalbano è sexy. Chiedere perché stia con quella peppia della sua fidanzata. (Vedi seguente)

 

- I libri migliori di Camilleri non sono quelli con Montalbano. Commento che denota gusti letterari evoluti.

 

- Mai parlare genericamente di gialli; sciorinare ampio vocabolario tecnico (hard boiled; MacGuffin; red herring, whodunit ecc.) suggerisce competenza. Se si insiste abbastanza, qualcuno chiederà una spiegazione. Mai offrirla spontaneamente.

 

- Un archeologo è il miglior marito che una donna possa avere: più lei invecchia, più lui ne è attratto. (Agatha Christie)

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