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Cosmos, ascesa e declino della squadra di New York che con Pelé fece conoscere il calcio negli Usa

“Volevamo essere i più forti”. Una babele, quello spogliatoio che raccoglieva gli scarti delle periferie di New York, tanto che il loro nome era “Cosmopolitan”

Luca Gambardella

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26 Dicembre 2016 alle 10:51

Agosto 1977: Pelé entra sul terreno di gioco indossando la maglia dei Cosmos di New York. Alle sue spalle, Giorgio Chinaglia (foto archivio LaPresse)

Agosto 1977: Pelé entra sul terreno di gioco indossando la maglia dei Cosmos di New York. Alle sue spalle, Giorgio Chinaglia (foto archivio LaPresse)

Il 15 giugno 1975, il giorno in cui il calcio arrivò per la prima volta negli Stati Uniti, un dirigente del colosso dei media Warner Communication contattò il giardiniere dello stadio di Downing, a New York. “Mi raccomando”, gli disse, “verrà la Cbs a riprendere la partita dei Cosmos”. Stan Cunningham, si chiamava così quel giardiniere, capì subito a cosa si riferiva. Scese sul campo di gioco di Randalls Island, un’isola dell’East River di New York che separa mondi lontanissimi...

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Luca Gambardella

Luca Gambardella

Sono nato a Latina nel 1985. Sangue siciliano. Per dimenticare Littoria sono fuggito a Venezia per giocare a fare il marinaio alla scuola militare "Morosini". Laurea in Scienze internazionali e (poco) diplomatiche a Gorizia. Ho vissuto a Damasco per studiare arabo. Un paio di tirocini al ministero Affari esteri e al Parlamento europeo, abbastanza per capire che dovevo fare altro. Nel 2012 sono andato in Egitto e ho iniziato a scrivere di Medio Oriente e immigrazione come freelance. Firma emergente al "Concorso internazionale giornalisti del Mediterraneo". Dal 2014 lavoro al Foglio.it

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