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Un numero utile per capire perché l’Italia è diventata un rischio: 228,10

7 Giugno 2019 alle 06:12

Al direttore - Alla base del preannuncio di una possibile procedura di infrazione che conclusivamente dovrà essere valutata a luglio dall’Ecofin stanno i gravi ritardi e le inadempienze su deficit, debito, crescita, produttività, riforme in genere. Per evitare l’avvio sanzionatorio, con tutte le sue non piacevoli conseguenze, bisognerà agire non solo con dichiarazioni e programmi, per quanto seri e fondati su avanzamenti certi e controllabili, ma anche con misure da adottare sin dal prossimo mese, anche se per ora viene negata dal governo la necessità di una manovra correttiva: vedremo quanto durerà questo diniego e se, piuttosto, non si riproporrà lo schema dello scorso dicembre caratterizzato da “furia francese , ritirata spagnola”. Ma altre misure, al momento immateriali, potrebbero essere molto utili. Se, per esempio, si sconfessassero definitivamente lo strampalato progetto dei minibot e quelli riguardanti, rispettivamente, l’attribuzione al Tesoro della proprietà delle riserve auree della Banca d’Italia e la statizzazione di quest’ultima – progetti, questi, innanzitutto contrastanti frontalmente con il trattato Ue – si fornirebbe un’immagine politicamente meno disastrosa del governo e della maggioranza che sarebbe utile a impostare corretti ed efficaci rapporti con le istituzioni dell’Unione. E’ un’aspirazione vana? Soprattutto se dal lato sovranista si arriva a invitare a non curarsi delle relazioni con l’attuale Commissione Ue, ma a pensare alle relazioni con la nuova Commissione (a ottobre?), così smarrendosi ogni lucidità. Insomma, è proprio da escludere una sia pur parziale resipiscenza?

Con i più cordiali saluti.

Angelo De Mattia

 

Norvegia (11,30), Danimarca (11,60), Austria (12), Germania (12), Finlandia (12,03), Olanda (12,09), Stati Uniti (14,3), Svezia (20,40), Singapore (22,85), Belgio (23), Nuova Zelanda (23,4), Giappone (24,10), Regno Unito (28,10), Francia (28,30), Irlanda (30,6), Canada (32,6), Corea del sud (35,6), Hong Kong (37,70), Slovacchia (43,95), Cile (46,05), Spagna (52,60), Cina (57,07), Portogallo (59,5), Filippine (63,7), Polonia (66,6), Israele (68,35), Qatar (70,5), Malesia (72,52), India (83,36), Croazia (85,60), Colombia (108,27), Indonesia (109,10), Messico (117,77), Russia (122,88), Brasile (173,7), Sudafrica (202,6), Italia (228,10), Bahrein (290,00), Grecia (298,90) Pakistan (397.97), Ucraina (565,97), Argentina (1158,52), Venezuela (72150,20). L’elenco che avete appena letto riguarda il valore dei così detti “sovereign Cds” a cinque anni, ovvero i credit default swap sovrani, che sono dei contratti particolari che hanno la funzione di permettere a un compratore di coprirsi dal rischio di default di un paese. Più è alto il valore del Cds (in Italia rispetto allo scorso anno il valore è aumentato del 22 per cento, più di qualsiasi altro paese dell’Europa, la Grecia ha visto diminuire il suo valore del cinque per cento) e più è alta la possibilità attribuita dagli investitori che un paese possa andare in default. Più l’Italia farà di tutto per restare ambigua nelle sue intenzioni future, rispetto all’Europa, e più l’Italia sarà percepita come un paese malato, a rischio, pericoloso. E’ un fatto, purtroppo, non è un’opinione.

 


 

Al direttore - Al Palazzo di giustizia di Milano fanno i verginelli: “Not in my name”. In pratica dicono dal tempio della farsa di Mani pulite che loro sono geneticamente diversi da Roma. Sono quelli che hanno insabbiato le indagini su Expo anche perché all’abbuffata avevano partecipato anche alcuni loro colleghi… e il Csm insabbiò a sua volta perché era tutta colpa di una persona sola.

Frank Cimini

 


 

Al direttore - Per evitare l’infrazione europea e riguadagnare l’onor perduto l’unica è un bel rimpasto di governo: Tria al ministero per le cause perse e Toninelli all’Economia (con delega speciale per il dossier Fca-Renault).

Valerio Gironi

Servirebbe un ministro per i rapporti tra Di Maio e Salvini.

 


 

Al direttore - Se una persona presenta alterazioni psichiche tali da richiedere interventi terapeutici urgenti, ma rifiuta le cure proposte, può essere sottoposta al Tso (trattamento sanitario obbligatorio) per un periodo di sette giorni rinnovabili. La procedura è prevista a tutela della persona stessa e della comunità a cui appartiene. Ecco spiegati i motivi dell’avvio della procedura d’infrazione: la Commissione europea, per la sicurezza di noi tutti, si accinge a praticare il Tso al governo italiano in palese e violenta crisi isterica.

Giuliano Cazzola

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    07 Giugno 2019 - 09:09

    Caro Cerasa, spero la legga il prof. Bagnai, che ieri sera al salotto di Bruno Vespa ha dichiarato testualmente essere la Bce “il nostro nemico”. Dovrei scrivere impunemente perché Bagnai e’ il presidente della commissione Finanze del Senato della Repubblica, non il bar Sport ma una nostra Istituzione, se non ricordo male. Forse il presidente Bagnai dovrebbe ricordare che pure la Bce e’ un’Istituzione riconosciuta dallo Stato italiano, il cui Presidente ricorda a tutti quotidianamente che alle Istituzioni e’ dovuto sempre rispetto.

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