Quando le donne scoprono il potere di infliggere dolore, e vogliono prendersi tutto

L'esercito delle Ragazze elettriche di Alderman. Un romanzo che racconta una catastrofe, non una rivincita

Annalena Benini

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7 Ottobre 2017 alle 06:00

Quando le donne scoprono il potere di infliggere dolore, e vogliono prendersi tutto

Foto Pixabay

Il tema è: di quanti uomini abbiamo davvero bisogno? Riflettete, dicono. Gli uomini sono pericolosi. Gli uomini commettono la maggioranza dei crimini. Gli uomini sono meno intelligenti, meno diligenti, meno tenaci, hanno il cervello nei muscoli e nell’uccello. Gli uomini vanno più soggetti alle malattie e prosciugano le risorse del paese. Ovvio che sono indispensabili per fare i bambini, ma per quello scopo quanti ce ne servono? Non tanti quanto le donne. Naturalmente, per uomini buoni, puliti, ubbidienti, ci sarà sempre un posto. Ma quanti ce ne sono? Forse uno su dieci.

Naomi Alderman, “Ragazze elettriche”, (nottetempo)


    

Le Ragazze elettriche hanno il potere di infliggere dolore. Scariche che partono dal palmo delle loro mani, dalle punte delle dita. Scariche che possono trasmettersi le une con le altre, fino a che le donne diventeranno un esercito fortissimo. C’è una ragione quasi scientifica: una specie di matassa nervosa situata in cima alla clavicola, ma subito capiamo che quella scarica è attivata dalla rabbia. Allie con una scarica più forte delle altre ammazza il patrigno che stava nuovamente abusando di lei, Roxy tocca le tempie dell’uomo che ha fatto uccidere sua madre, e quell’uomo è già morto. All’inizio di questo libro si viene presi da una soddisfazione: quando le donne che in Arabia Saudita hanno il divieto di guidare mostrano al giornalista della Cnn che possono far saltare in aria un’auto solamente con lo sguardo, il pensiero è: ecco qua, fategli vedere, riprendetevi tutto. Ma Naomi Alderman racconta, attraverso il romanzo distopico, una catastrofe, non una rivincita.

   

Qualcosa che però fa vibrare, turba, provoca sentimenti contrastanti: Margaret Atwood, autrice de Il racconto dell’ancella (da cui è stata tratta la serie tv The Handmaid’s Tale, che ha vinto 8 Emmy Award), è stata ispiratrice, consigliera e sostenitrice di questo libro, che stravolge l’idea maschile del potere cattivo. Il potere, perché è il potere che usano le ragazze elettriche, ha dentro di sé la possibilità della crudeltà, e l’odio represso, mescolato a una nuova idea di invincibilità, scatenerà l’inferno e trasformerà tutti gli uomini in nemici da combattere, eliminare, violentare.

    

“Ogni uomo che non abbia una sorella, una madre, una moglie o una figlia, o altre parenti presso cui registrarsi, ha il dovere di riferirlo alla stazione di polizia, dove verrà assegnato ai servizi sociali e dove sarà incatenato ad altri uomini per la protezione del pubblico. Qualunque uomo violi questa disposizione sarà soggetto alla pena capitale. Questa norma si applica anche ai giornalisti e altri lavoratori stranieri”. Questo viene stabilito, dopo qualche anno di esercizio del potere del palmo delle mani, nella nuova dittatura femminile in Moldavia, dove gli uomini non possono più votare, né guidare automobili, né possedere aziende – “perché i loro anni di violenza e indegnità hanno dimostrato che non sono adatti a prendere decisioni o a governare”.

      

Le donne sono supereroine, sono Wonder Woman e possono scegliere di essere cattive, di stuprare un uomo e riprendere la scena con il cellulare, e poi trafiggergli il cuore di scariche elettriche. Organizzano anche dei pogrom, prendono i maschi più attraenti e li mutilano per gioco o per guerriglia, ci si divertono. Sempre in nome di una specie di vendetta, sempre con una vaga giustificazione (“Sotto a ogni storia c’è un’altra storia. C’è una mano, dentro la mano. Dietro al colpo c’è un altro colpo”), ma soprattutto per il piacere animalesco della sopraffazione, per il controllo del potere. “E sono su di lui. Affondano le mani nella carne nuda, le dita rapaci, avide, nello stomaco, e nella schiena, nei fianchi, nelle cosce”. C’è naturalmente una Santa Madre in nome della quale combattere, a cui consacrarsi. Non può durare per sempre, non si può tornare all’età della pietra, e qualcosa sta per succedere. Ma il mondo adesso è un posto peggiore, dominato dalla paura. La serie tv inglese che vedremo nel 2018, tratta da Ragazze elettriche, ci mostrerà quando arrivano le ragazze, e quanto cattive sanno diventare.

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Commenti all'articolo

  • maximus

    08 Ottobre 2017 - 10:10

    Ma in fondo va anche bene che le donne la smettano di sentirsi l'eccezione eternamente in potenza, fin ora assente e improvvisamente calata dall'alto, che grazie ai principi positivi femminilizzanti/frocizzanti (da cui il dispendio immenso di forze per la causa lgbt) porteranno a una palingenesi dell'umanità barbarizzata dal cattivone principio maschile, e si rendano conto di essere come tutti un grumo di volontà di potenza che se può va avanti, autogratificandosi con la posa eroica di chi ha raggiunto dei diritti, e se non può viene rintuzzata e si autoconvince di avere ricevuto ingiustizie e che, tutto sommato, la battaglia non è ancora finita. Una bella bastonata salutare alla farsa dell'automitologizzazione e alla creazione della falsa coscienza che si sta creando da decenni attraverso riviste femminili, studi di psicanaliste e filosofe alla moda decostruzionista (moda?? ma quanto può durare una moda!!) e tonnellate senza fine di film e libri di donne invincibili e maschi in crisi

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