Prendete il ddl sull’antisemitismo e approvatelo, please

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa   

4 NOV 26
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(Foto Ansa)

Al direttore - Stamani (2 novembre) il buon Mariano Giustino nella sua consueta corrispondenza su Radio Radicale evidenziava che fra Repubblica dell’Azerbaigian e Repubblica turca (una nazione con due stati) le relazioni non sono più così armoniose. Fra i vari punti di frizione il recente divieto nella prima di portare l’hijab nelle scuole, una scommessa sulla laicità e, in cauda venenum, un’ottima intesa, anche militare, con Israele.
Nicola Federici
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Al direttore - Secondo un vecchio adagio, “quando gli Stati Uniti starnutiscono, il mondo prende un raffreddore” (“When the United States sneezes, the world catches a cold”). Speriamo che oggi gli americani votino con naso e bocca tappati.
Michele Magno
Il trumpismo in America vedremo come sta, il trumpismo nel mondo sappiamo già come sta: in ritirata strategica, anche laddove il nazionalismo coltiva speranze per il proprio futuro.
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Al direttore - Non si parla più del ddl sull’antisemitismo. Con l’apertura della sessione di bilancio, l’approvazione rischia di slittare all’anno prossimo. Se poi alla Camera ci fossero delle modifiche, il ddl dovrebbe tornare al Senato, in zona di fine legislatura. Con l’aria che tira dobbiamo vigilare.
Giuliano Cazzola
Dopo aver abituato i propri follower a considerare la difesa degli ebrei come un tentativo di chiudere gli occhi di fronte alle azioni del governo israeliano, oggi un pezzo della politica italiana fa una gran fatica a riconoscere una verità elementare: difendere gli ebrei da chi li vuole colpire non significa difendere chi governa in Israele. Se persino la lotta contro l’antisemitismo è diventata divisiva, la responsabilità non è di Israele, ma anche di chi, in questi mesi, ha utilizzato con disinvoltura le famose tre D individuate da Natan Sharansky: demonizzazione, doppio standard, delegittimazione. Prendete questo ddl e approvatelo, please.
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Al direttore - Un consiglio a Lorenzo Pacini: se è davvero convinto che le vetrine rotte dai manifestanti hanno solo dato lavoro ai vetrai, faccia ancora un passettino e potrà tranquillamente teorizzare che un poliziotto morto, in fondo, dà lavoro alle pompe funebri. Battute a parte, il consiglio vero al giovane esponente del Pd è di riflettere, e tanto, prima di parlare.
Luca Rocca
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Al direttore - Il caso Ilva è l’esempio lampante di quali disastri possano compiere i giudici che decidono in settori strategici per l’economia, per le politiche sociali e del lavoro, per la salute pubblica senza essere eletti e senza responsabilità alcuna. I giudici decidono come se detenessero un potere assoluto, senza alcun contro limite come argine. Cordialità.
Ilaria Colombo