Non male il tempismo delle dichiarazioni filorusse di Salvini e Conte

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

16 SET 26
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Foto Ansa

Al direttore - Le indagini sulle bombe del 16 ottobre sembrano avere un piano B: santificare la posizione di Sigfrido Ranucci come “vittima” ignara. Chissà se verrà un giorno in cui il caso dell’ex conduttore diventerà il soggetto di un remake del film “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”?
Giuliano Cazzola
Suggerirei, per gli sceneggiatori, un altro remake: “Una pallottola spuntata”.
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Al direttore - Mentre la politica italiana misura le soglie dei premi di governabilità, qualcuno misura la permeabilità dei nostri confini e (forse) dei prossimi governi. Nella notte tra il 14 e il 15 settembre, caccia italiani (della Nato) hanno abbattuto sul territorio della Lituania un drone di sospetta origine russa. Poche ore prima, una fregata russa lanciava due razzi di segnalazione verso un elicottero militare danese, in acque internazionali. Chiari ed evidenti segnali di pace e dialogo da parte di Mosca. Intanto ProPublica racconta che Umar Kremlëv, oligarca vicino a Putin, ha finanziato parte dei festeggiamenti alle Bahamas per le nozze del figlio di Donald J. Trump. Gli sposi confermano, precisando: un regalo di un amico, niente politica. L’ennesima prova di una certa “familiarità” tra Putin e Trump. Un’Europa debole, frammentata e divisa, del resto, è un ottimo affare per entrambi. Un’altra coraggiosa inchiesta giornalistica racconta come i servizi russi reclutino spie “usa e getta” per operazioni in Europa. Non stiamo parlando di James Bond, ma di manovalanza a basso costo, sabotaggi a chiamata. Il Cremlino usa lo spionaggio a cottimo, mentre noi ancora abbiamo paura di raccontare la “guerra ibrida”, figuriamoci se abbiamo il coraggio di adottare uno “scudo democratico” contro le ingerenze straniere. In tutto questo racconto di una giornata particolare di guerra ibrida, sempre ieri a Milano, il vicepremier Matteo Salvini incontrava gli imprenditori italiani attivi in Russia. A raccontarcelo questa volta non è lo stesso Salvini, solitamente prodigo di selfie sulla sua alimentazione, tra colazione, pranzo e cena. Questa volta a raccontarcelo è l’ambasciatore russo Paramonov che applaude, sui canali Telegram, il ritorno al “buon senso” e auspica che il governo italiano ne tragga le conseguenze. Immaginiamo che l’auspicio riguardi un ravvedimento operoso del governo italiano sulle sanzioni russe e sulla riapertura del commercio con la Russia. Magnifico: l’aggressore che diventa aggredito, il sanzionato che si erge a parte lesa. Mentre i nostri piloti difendono lo spazio aereo alleato, il nostro vicepremier incassa il plauso dell’ambasciatore russo. Tu chiamala se vuoi… coesione di governo. Sull’altro versante, l’ex premier Conte pretende di mettere il veto alla prosecuzione degli aiuti militari all’Ucraina, nello stesso momento in cui la segretaria del Pd, Elly Schlein, ribadisce il proprio sostegno a Kyiv. Ma quale delle due posizioni prevarrà, se governeranno insieme? Il campo è largo, ma la politica estera non può essere bifronte. Non basta sventolare una bandiera europea per sciogliere il nodo. Si può mediare su un programma, ma non si può negoziare sul diritto di un popolo aggredito di difendersi (e difenderci). Questa è la strategia dell’opossum del bipolarismo italiano: fingersi morti pur di conservare le alleanze. La sicurezza europea diventa così una variabile da valutare dopo il conteggio dei seggi. Finita la ricreazione della politica italiana sulla legge elettorale, serve come il pane un’alternativa ai due poli: difesa comune, sostegno all’Ucraina, sovranità europea. Se c’è un’eredità politica che dovremmo saper meritare dalla storia di Emma Bonino è che l’Unione europea non è solo una prospettiva politica: è un destino comune dei popoli europei da costruire e difendere, anche impedendo che la nostra amata Europa finisca ai piedi di Trump e Putin.
Marco Lombardo, deputato di Azione
Nave da guerra russa lancia razzi di segnalazione contro elicottero danese, aerei Nato abbattono drone sopra la Lituania, negli ultimi due anni 700 aerei Nato contro minacce russe. Come tempismo, per dire (Salvini) che è ora di pensare a come riallacciare i rapporti con la Russia e per spiegare perché (Conte) non c’è ragione per aiutare militarmente l’Ucraina non c’è male.
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Al direttore - “Organizzeremo i disertori”, ipse dixit la segretaria dei giovani del Pd e io sono d’accordissimo con lei. Finalmente qualcuno ha capito che chi non va a votare è il vero problema. Perché è di quelli che stava parlando, giusto?
Valerio Gironi
A me sembra invece una sottile strategia dei giovani democratici: evitare la diserzione degli elettori alle urne dimostrando che, al confronto con la propria base giovanile, i leader del campo largo sembrano degli statisti.