lettere al direttore
L’estremismo in Sassonia-Anhalt soffia anche da noi. Un mini test
chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa
9 SET 26

Foto Ap via LaPresse
Al direttore - Trovo sbagliato, e alla lunga perdente, pensare che la risposta al voto della Sassonia-Anhalt debba essere inseguire l’AfD sul suo terreno: copiare il suo quadro mentale con un razzismo più moderato, un “effettivamente gli stranieri sono troppi” detto più educatamente. Chi ragiona così finirà per votare l’originale, non la sua versione senza lattosio. Quel che serve non è adottare i capri espiatori altrui, ma affrontare le cause materiali del disagio su cui quei capri espiatori si nutrono. Il disagio tedesco ed europeo di oggi nasce innanzitutto dalla crisi dell’industria europea: produttività ferma, competitività erosa, energia cara, transizione gestita male. Una crisi che ha spiazzato milioni di lavoratori, ha indebolito le aree meno cosmopolite e più periferiche e ha reso il futuro più incerto del presente. Si può e si deve parlare di sicurezza, integrazione e regole sull’immigrazione senza accettare la cornice dell’AfD. Ma senza ricostruire “Fabbrica Europa” (lavoro, salari, filiere, energia a costi sostenibili) ogni discorso resterà fragile. La cosa più europeista che esiste oggi si chiama reddito, si chiama guadagno. Il resto, senza questo, è vuota retorica.
Piercamillo Falasca
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Al direttore - Dichiarazione testuale resa ai microfoni della stampa da Giuseppe Conte sulle elezioni in Sassonia-Anhalt (parentesi mie per aiutare il lettore): “Siamo profondamente preoccupati perché in Europa spira un vento di estrema destra. Lo abbiamo visto in Germania, [con AfD] addirittura che propone di creare classi separate per le persone e gli studenti con disabilità – si chiama segregazione. E guardate che in Germania ormai ci ritroviamo con una prospettiva di una superpotenza militare [con] arsenali pieni di armi e una AfD che rivendica il governo del paese con la complicità di Meloni che ha sottoscritto, ha contribuito indirettamente a tutto questo sottoscrivendo un piano di riarmo europeo”. Pensiero vasto e linguaggio stretto. La Ducia può continuare a dormire tra due guanciali.
Michele Magno
Piccolo test. “Se l’Ucraina vuole continuare a combattere, è un suo diritto, ma non è affar nostro”. Chi lo ha detto? “Le forniture di armi non pongono fine alla guerra, ma aumentano la sofferenza”. Chi lo ha detto? “Sicurezza attraverso la diplomazia, non attraverso l’escalation”. Chi lo ha detto? “Serve una soluzione di pace realistica che tenga conto degli interessi di sicurezza di tutte le parti in conflitto”. Chi lo ha detto? “Basta escalation”. Chi lo ha detto? Se vi state chiedendo se una di queste frasi sia dell’AfD o di Roberto Vannacci o del Movimento 5 stelle avrete già capito che la propaganda che soffia in Sassonia-Anhalt è la stessa che soffia trasversalmente in alcuni dei partiti più estremi che si trovano in Italia. E chissà se è un caso che la leader di estrema sinistra che in Sassonia-Anhalt potrebbe aiutare l’AfD a far nascere un governo è la stessa Sahra Wagenknecht, leader del partito tedesco Bsw, che nel 2024 venne invitata da Giuseppe Conte, al festival del M5s, a spiegare, letteralmente, cosa vuol dire “essere progressisti oggi”. Perfetto.