Lettere
Antonio Conte alla Nazionale. Gli stivali sul campo che servono per Hormuz
Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa
18 LUG 26

Antonio Conte - foto LaPresse
Al direttore – Del tutto d'accordo con il vostro appello: scegliere Conte (Antonio) quale nuovo allenatore della Nazionale di calcio.
Enrico D'Angelo
Un Conte che può salvare l'Italia c'è.
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Al direttore – Sono d'accordo con il vostro appello per Conte allenatore della nazionale. In subordine Baldini.
Giuseppe Governale
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Al direttore – Sì al vostro appello: Antonio Conte per la Nazionale di calcio.
Luca Ripamonti
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Al direttore – Firmo anche io per Conte.
Sergio Beggio
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Al direttore – Sottoscrivo l'appello per convincere Conte (Antonio) a guidare la Nazionale italiana.
Gian Marco Grandi
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Al direttore – Sono un tifoso nerazzurro e dell'Italia, vorrei che Antonio Conte sia il prossimo ct della Nazionale italiana, grazie.
Mariano Condrache
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Al direttore – Come illustra Gianraffaele Percannella nel pezzo "Quante operazioni di terra sono necessarie per riaprire Hormuz", in ambienti degli alti comandi militari statunitensi si è tornati a discutere di quali isole occupare, con operazioni limitate di terra da parte di truppe americane, per riaprire lo Stretto di Hormuz. C'è, però, un equivoco tecnico nei comandi militari che Percannella mette giustamente in risalto: nessun punto dello specchio di mare garantisce davvero il controllo dello Stretto, perché la sua chiusura non è un fatto geografico, ma politico e operativo-militare nel suo insieme. La verità è che, prima o poi, gli Stati Uniti saranno costretti a riconoscere che la libertà di navigazione a Hormuz dipende dalla natura del regime iraniano. Finché quel regime resta in piedi, ogni soluzione militare navale-terrestre, limitata all'occupazione di alcune isole che si trovano nello specchio di mare che bagna lo stretto, è un palliativo. Ma proprio per questo, la domanda strategica non è "quante isole servono", ma "quanto a lungo si può evitare un'operazione di terra sul territorio iraniano" in profondità. È un paradosso, ma è l'unico modo per affrontare la radice del problema: lo Stretto si riapre solo se cade il regime iraniano al potere che lo chiude. Con osservanza.
Alberto Bianchi
La verità è che le guerre, per quanto possano diventare moderne, hanno sempre una costante. Se metti gli stivali sul terreno, puoi anche vincere. Se non li metti, puoi solo perdere.
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Al direttore – "Voi condurrete l'Italia alla rovina e a noi comunisti spetterà di salvarla!". Così Antonio Gramsci davanti al Tribunale speciale che lo condannava. Le confesso, caro Cerasa, che trovo aberrante e disgustoso il tentativo degli scalzacani del Campo largo di intestarsi – con l'esclamazione "ora tocca a noi" ripetuta a pappagallo – il senso delle nobili parole del leader comunista.
Giuliano Cazzola