Gli stati generali del commercio sono utili. Quelli dell’AI anche di più

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa


19 GIU 26
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Vista satellitare dello Stretto di Hormuz (foto Getty Images)

Al direttore - Ho letto con interesse l’analisi pubblicata sul Foglio riguardo allo studio di Promos sulla riapertura dello Stretto di Hormuz (qui l'articolo). I numeri fotografano con precisione una realtà che il nostro governo monitora costantemente: se da un lato la fine del blocco rappresenta una “boccata d’ossigeno”, dall’altro le grandi criticità emerse – tra costi assicurativi alle stelle e tempi di consegna dilatati – richiedono una nuova strategia di sistema. E’ ciò che sta contrassegnando la linea italiana. Proprio per dare risposte concrete ai comparti direttamente coinvolti dalla crisi di Hormuz – logistica, agroalimentare, energia – Antonio Tajani ha coordinato due giorni fa alla Farnesina un tavolo urgente di confronto con le imprese per definire azioni coordinate per mitigare i rischi e supportare la diversificazione dei mercati. Lo spunto che offre l’analisi di Promos attraverso il concetto di “deterrenza economica” è quello su cui da tempo l’attività dell’esecutivo, in particolare della Farnesina, si è concentrata. Oggi, l’obiettivo dei 700 miliardi di export entro la fine del 2027 è alla nostra portata, ma richiede una continua sinergia tra istituzioni e aziende, per affrontare insieme quelle “curve a gomito” che le continue instabilità geopolitiche imprimono alle rotte commerciali. E’ un’attenzione che Forza Italia rivendica da sempre, con particolare intensità. Per questo abbiamo programmato i nostri Stati generali del commercio estero per il prossimo 14 novembre a Verona (la voce export, vale la pena ricordarlo, rappresenta circa il 40 per cento del nostro pil). La sfida di Hormuz ci ha insegnato che la diversificazione non è più un’opzione, ma una necessità che il “Sistema Italia” deve saper sviluppare. Per noi, che siamo riusciti a diventare il quarto paese esportatore al mondo e vogliamo fare ancora meglio, è un percorso obbligato.
Deborah Bergamini
deputata, vicesegretaria nazionale e responsabile Esteri di Forza Italia
Tutto giusto. Ma la sfida dell’Italia oggi, quella vera, passa anche da un altro punto, quando si parla di politica estera: la capacità dell’Italia di diventare un polo attrattivo, con l’intelligenza artificiale, per creare opportunità, creare efficienza, migliorare la produttività e permettere ai talenti, anche a quelli italiani, di avere occasioni, di avere opportunità. Ieri, per dirne una, la ricerca del “QS World University Rankings 2027” ci ha ricordato che l’università italiana funziona meglio di quanto crediamo. Il punto dunque è questo: creiamo talenti, ma non sappiamo costruire luoghi in cui quei talenti possano creare fino in fondo innovazione. Gli Stati generali del commercio sono importanti. Quelli dell’AI, forse, lo potrebbero essere ancora di più.
Al direttore - Ospite dello storico incontro destinato a rifare l’Italia, l’osteria Costanza dovrebbe cambiare ditta e chiamarsi: Da Teano 2.0.
Giuliano Cazzola