Lettere al direttore
Perché i poli moderati fanno bene alla democrazia italiana
Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa
13 GIU 26

Foto Ansa
Al direttore - Caro Cerasa, auguri di buona sorte al Movimento degli europeisti che vedrà la luce lunedì a Milano. Con l’auspicio che faccia tesoro della disastrosa esperienza del Terzo polo, consumatasi tra poco nobili risse intestine e rivalità personali.
Michele Magno
La diffusione dei poli moderati è salutare per la democrazia italiana. E’ salutare che ci sia un centro, nel centrosinistra, che può provare a riequilibrare da dentro il baricentro del campo largo, in caso di vittoria. E’ salutare che vi sia un centro, nel centrodestra, che può provare a riequilibrare da dentro il baricentro del centrodestra del futuro. E’ salutare che vi sia un centro, fuori dai due poli, che possa provare a essere alternativo a tutti e che possa magari spingere il centrodestra a valutare quanto sia pericoloso abbracciarsi a Vannacci e che possa aiutare il centrosinistra a valutare se davvero non esistano alternative, nel campo largo, alle leadership di oggi. In bocca al lupo (e appuntamento a lunedì con un testo, sul tema, che potrebbe far discutere).
Al direttore - Leggendo ciò che scrive Carlo Rovelli nella sua prima cartolina dalla Cina pubblicata sul Corriere della Sera, ho avuto una reminiscenza. “A me la Cina sembra una Napoli con un miliardo di abitanti”, afferma il fisico, “mi sento più a casa qui che in Nord Europa o in Giappone. Qui la gente vede il futuro con ottimismo, vive tranquilla”. Qualche anno fa, eccolo il ricordo, dopo il suo viaggio in Corea del nord, fu un altro noto personaggio a manifestare tutto il suo entusiasmo con queste parole: “Sono contento di esserci andato, ho visto un senso di comunità splendido. Tantissimi bambini che giocano in strada e non con la Playstation, un grande rispetto per gli anziani, cose che ormai in Italia non ci sono più”. Si tratta, lo si rammenterà, di Matteo Salvini. Sorprendente? Mica tanto. Com’è che si dice? Chi si somiglia (anche senza saperlo), si piglia.
Luca Rocca
A leggere ciò che scrive Carlo Rovelli nella sua prima cartolina dalla Cina, non possiamo non pensare che sia una mossa diabolica della direzione del Corriere per far scrivere al nostro adorato fisico qualsiasi cosa non coincida con il tema medio oriente: a Via Solferino, giustamente, avranno pensato che è meglio una sciocchezza sulla Cina che un bacino a Hamas. Ma a leggere ciò che scrive Carlo Rovelli nella sua corrispondenza della Cina, oltre a non stare nella pelle all’idea di leggere la prossima puntata, non possiamo non bearci di avere, sul Fogliuzzo, come risposta a Rovelli dalla Cina il professor Andrea Graziosi dall’America. Occhio alla prossima puntata.
Al direttore - La “dozzina” di Vannacci era sporca e anche una frase del mio articolo si è macchiata. La pulisco con scusa e cura. La dichiarazione corretta di Chiara Appendino è: “Vannacci si batte con la politica, la buona politica”. E’ una sferzata a fare meglio perché Vannacci, dice Appendino, “parla anche agli esclusi”. La bella dozzina di Appendino.
Carmelo Caruso