Merito vs emozioni. Su cosa puntare per vincere un referendum

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa
11 FEB 26
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Al direttore - A proposito delle violenze di Torino, sostanzialmente impunite almeno per il momento, un precedente utile – qualora servisse il metro di paragone o un po’ di giurisprudenza – può essere questo. Per l’assalto alla Cgil del 2021 a Roma in cui fu devastata la sede ma se non erro non ci fu aggressione fisica a chicchessia, i militanti di Forza nuova dopo 9 (nove) mesi di carcere preventivo sono stati tutti condannati a 8 anni e passa di galera. Qualcuno forse nota le differenze, oppure è semplice benaltrismo? A me invece sembra solo un codice penale diverso per casi identici o forse anche più violenti (Torino). Cordialità!
Alessandro Rigoli
La percezione di un doppio standard esiste. Ma non è detto che il modello da seguire sia quello più severo. E se c’è un abuso di custodia cautelare bisogna denunciarlo, qualunque esso sia, non trasformarlo in un’aspirazione necessaria di uno stato di diritto.
Al direttore - Caro Cerasa, diciamoci la verità: la campagna referendaria del centrodestra è tutt’altro che brillante. Perché alla “caciara” dei sostenitori del No sta contrapponendo un minestrone polemico (“famiglia del bosco”, Garlasco, attacchi personali ai magistrati, Askatasuna, sicurezza dei cittadini) un po’ confuso. O si cambia registro, perciò, o il rischio di finire a schifio è alto. Non mi preoccupano i sondaggi. Mancano quaranta giorni al voto, e la partita è del tutto aperta. Ci sono dei comitati per il Sì che in questi mesi, pur non rinunciando a una contestazione forte e puntuale delle fandonie fatte circolare dall’Anm e dai seminatori di menzogne, non hanno abbandonato quella che a me pare la strada maestra: spiegare – tenacemente e ostinatamente – i contenuti, gli obiettivi e quindi i vantaggi per i cittadini della riforma Nordio. Non per caso hanno elaborato degli agili vademecum sulle sue ragioni di assoluta chiarezza e efficacia comunicativa. I partiti di governo, che presumo abbiano qualche risorsa finanziaria, potrebbero stamparli per poi distribuirli nei comizi e pubblicarli sui giornali e sui social media. E’ solo un piccolo esempio, forse banale, di come si potrebbe raddrizzare una propaganda fin qui lacunosa. Infine, mi sia consentito di dare a Giorgia Meloni un paio di consigli non richiesti. Il primo: eviti di mandare in tv i Delmastro. Fanno danni. Meglio i Barbera e i Cassese (se ne ha). Il secondo: forse la premier non ha intenzione di esporsi più di tanto nella campagna referendaria. Potrei capirlo. Se fossi in lei, tuttavia, magari a marzo proporrei a Elly Schlein un faccia a faccia televisivo. Sono portato a pensare che avrebbe un bel successo.
Michele Magno
Tutto giusto, caro Magno, ma i referendum non si vincono puntando sul merito. Si vincono puntando sulle emozioni. Le emozioni indotte dal fronte del No sono forti, sono suggestive, anche se spesso si fondano su balle e bugie. Ma ai sostenitori del fronte del Sì non si può chiedere di rifuggire la demagogia: serve semplificare, serve smascherare le menzogne, serve offrire esempi utili di cui parlare a cena. Carriere separate sì o no non funziona. Combattere la giustizia ingiusta forse sì. Sì o no all’irresponsabilità nella magistratura? Sì o no alle carriere che si fondano sull’appartenenza e non sul merito? Sì o no al processo mediatico?
Al direttore - Ti scrivo da lettore riconoscente per un giornale che, ogni giorno, non si limita a informare, ma esercita una forma sempre più rara di responsabilità: quella di costringere chi legge a pensare meglio, non per forza a pensare allo stesso modo. In un tempo in cui la comunicazione tende a semplificare, polarizzare, irrigidirsi, il Foglio continua a rappresentare un’anomalia preziosa nel panorama italiano: una voce autorevole e insieme non convenzionale, libera, curiosa, spesso controcorrente, mai pigra. Un luogo dove le idee non vengono addomesticate e il confronto resta una pratica viva, non uno slogan. Il tuo lavoro e quello della redazione offrono quotidianamente spunti di riflessione che non cercano consenso facile, ma domande migliori. Ed è forse questo, oggi, il servizio più alto che un giornale possa rendere. Auguri sinceri a te e al Foglio per questi trent’anni, e per quelli che verranno.
Ermanno Zanini
Al direttore - E quindi Sigfrido Ranucci messaggiava con Maria Rosaria Boccia. Per commentare i gusti sessuali dei colleghi.
Annarita Digiorgio
Se a commentare i gusti sessuali dei colleghi fosse stato un conduttore di destra, forse ci sarebbe stata una puntata di “Report”.
Al direttore - Pma (Procreazione medicalmente assistita) anno 2023, dati appena pervenuti: 90 mila coppie trattate, 17.235 bambini nati (pari al 4,54 per cento dei bambini nati nel 2023): continua senza interruzioni di sorta il percorso di crescita della Pma (3-4 per cento), mentre non si ferma la caduta delle nascite. Ormai le coppie che ricorrono alla Pma sono annualmente pari a un quarto delle coppie che partoriscono. Un fenomeno contraddittorio, insieme anomalo e conseguente rispetto agli andamenti di natalità e fecondità.
Roberto Volpi