Il tocco di Merkel e Macron. Il futuro del green passa per il nucleare?

le lettere al direttore del 10 dicembre 2020
10 DIC 20
Ultimo aggiornamento: 05:00
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Al direttore - Obbligo di autocertificazione per far cadere i governi.
Giuseppe De Filippi
E obbligo di imparare a memoria Merkel per non far cadere i governi. “Per quanto sia difficile – e so quanto amore è stato messo nel preparare gli stand per il vin brulé e per i waffle – tutto ciò non è compatibile con la regola di poter comprare cibo in strada solo per poi consumarlo a casa. Mi dispiace, mi dispiace dal profondo del mio cuore, ma se il prezzo che dobbiamo pagare è avere 590 morti al giorno, allora non è accettabile. E se gli scienziati ci stanno praticamente implorando di ridurre i contatti per una settimana, prima di poter rivedere i nonni e le persone anziane a Natale, allora forse dobbiamo valutare bene se non sia il caso di anticipare l’inizio delle vacanze scolastiche al 16 invece che al 19 dicembre. Cosa diremo in futuro, guardandoci indietro, se non saremo stati in grado di trovare una soluzione riguardo tre giorni, mentre è in corso un evento epocale? E forse non è giusto rimandare i bambini a casa, ma ci sarà la didattica digitale o qualcos’altro. Io questo non lo so, non è la mia area di competenza e non voglio interferire. Ma voglio dire che se ci saranno troppi contatti adesso, nel periodo che precede Natale, e dovesse finire che questo sarà l’ultimo Natale che passeremo con i nostri nonni, allora avremmo fatto qualcosa di sbagliato. E non lo possiamo permettere”. (Dal discorso tenuto mercoledì mattina da Angela Merkel a Bundestag, in occasione della discussione delle misure per contrastare l’epidemia, traduzione del Post)
Al direttore - Grande intervento in dissenso dal gruppo del mio amico Brunetta nel voto sulla riforma del Mes. Da ora in poi lo chiameremo Renato Delano Brusevelt.
Giuliano Cazzola
Al direttore - Unisco la mia firma alla lettera per Ottaviano Del Turco di Giuliano Cazzola e Michele Magno.
Massimo Teodori
Al direttore - E’ cosa ardua voler cancellare la cultura del complotto. Non tutti sono disposti a farsi dei giri nei campetti della complessità. La vostra iniziativa che spinge i leader politici alla vaccinazione in diretta tv è bella e condivisibile, ma temo che i complottisti possano inzuppare il biscotto comunque. Già immagino le innumerevoli condivisioni dei filmati di social in social serviti con il condimento di teorie assurde, legate a demenziali collusioni della politica con i colossi di big pharma e boiate simili. Il clan dei sospettosi mostrerà il volto più iroso e collerico, teso a certificare un’inoppugnabile verità (rigorosamente con la v maiuscola) che i media tradizionali “cercano di nascondere”. Ancora complimenti per la vostra proposta.
Tiziano Rapanà
Al direttore - E’ tempo di riaprire in Italia la questione del nucleare. A dieci anni dal referendum del 2011, e alle prese con l’esigenza di indicare progetti innovativi nel Recovery fund. Si apre la decade della decarbonizzazione. E’ tesi ormai scontata che gli obiettivi climatici del green deal al 2030 (limitiamoci a essi) sono impossibili da raggiungere con le sole fonti rinnovabili. C’è bisogno di fonti complementari, no-carbon, che, tra l’altro, rimuovano i limiti del solare e dell’eolico (intermittenza) e rendano compatibile la riduzione delle emissioni con il prevedibile aumento, nel decennio, del fabbisogno di elettricità. Tre di queste gambe sono già all’attenzione: batterie, idrogeno e cattura della CO2 (sistemi Ccs). Ce n’è una quarta che va messa in campo: l’energia nucleare. E farebbe bene, anche l’Italia, a considerarlo nei progetti del Next Generation Plan. La Francia lo fa. Nei suoi progetti per il Rf, ha deciso di stanziare 470 milioni di euro per la sua competitività in campo nucleare. Ma non è la sola. In tutto il mondo, sono circa venti i modelli in sviluppo, si è aperta una competizione virtuosa (Usa, Cina, Russia, India, ma anche Argentina e Sudafrica) per portare sul mercato, in tempo compatibile con la transizione energetica, i cosiddetti Smr, reattori di piccola taglia (small modular reactors). Tra i più solleciti c’è il solito Bill Gates con il progetto Terrapower. Gli Smr rappresentano la nuova e avanzata generazione di reattori nucleari, caratterizzata da rivoluzionarie novità, ingegneristiche e costruttive: la taglia (da pochi MW fino ai 300 o 400 MW di potenza); la modularità (facilità di costruzione in serie, estendibilità, flessibilità, compattezza, abbattimento dei tempi di impianto, soluzione dei vincoli localizzativi; la sicurezza intrinseca (eliminazione di tutti i tradizionali fattori di rischio presenti nei tradizionali impianti nucleari), la minimizzazione del fattore scorie. Un Smr realizza, infatti, il principio del perfetto ciclo circolare del rifiuto: il combustibile, riutilizzato fino quasi al suo completo esaurimento, produce un nullo volume di scarti finali. L’Europa ha finanziato, in questi anni, vari progetti di Smr o di nucleare del futuro (IV generazione). L’Italia (con Enea, Ansaldo, le università e piccole aziende tecnologiche) è fortemente posizionata (reattore refrigerato a piombo). Perché non seguire l’esempio mondiale e utilizzare il Rf per collocare il paese su una frontiera innovativa del futuro?
Umberto Minopoli, presidente Associazione nucleare italiana
Ieri Macron lo ha detto in modo chiaro, usando parole che dovrebbero far riflettere: “Passa da qui, dal nucleare, il nostro futuro ecologico ed energetico”.