A proposito del rapporto tra Meloni e Trump

Abbiamo chiesto ai lettori di esercitarsi sul tema: cosa dovrebbe fare Meloni con Trump, in vista di un prossimo scazzo?

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Ultimo aggiornamento: 14:10
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Foto Ufficio stampa Palazzo Chigi, via LaPresse

Abbiamo chiesto ai lettori di esercitarsi sul tema: cosa dovrebbe fare Meloni con Trump, in vista di un prossimo scazzo? Qui sotto ci sono le migliori risposte.
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Di fronte all'imprevedibilità di Trump, la tentazione di una risposta piccata è forte, quasi liberatoria. Eppure, la postura di Giorgia Meloni non va letta come una sottomissione, quanto piuttosto come una variante del realismo atlantista. Se arrivasse un nuovo attacco, la premier dovrebbe rispondere? La risposta è: dipende dal "come".Rispondere con una polemica speculare sarebbe un errore strategico. Trump non cerca il confronto tra pari, cerca il "match" mediatico dove vince chi urla più forte. L’Italia, potenza media con un’economia export-driven, non può permettersi di giocare sul campo del populismo a stelle e strisce. Tuttavia, il silenzio prolungato rischia di apparire come debolezza, trasformando il nostro Paese in un bersaglio facile per la retorica elettorale americana.La mossa vincente non è l’attacco, ma la riaffermazione del valore. Se Meloni dovesse replicare, non dovrebbe farlo sui social, ma attraverso la diplomazia pubblica. Dovrebbe ricordargli che la stabilità del fianco sud della NATO – di cui l’Italia è pilastro insostituibile – non è un favore fatto a Washington, ma un asset fondamentale per la sicurezza globale americana. Dovrebbe dirgli: "Caro Presidente, la nostra amicizia non è una questione di simpatie personali, ma di architettura geostrategica".In fondo, il rapporto tra Roma e la Casa Bianca ha sempre superato le intemperie dei singoli leader. Meloni dovrebbe smarcarsi dal ruolo di spettatrice passiva per assumere quello di garante dell’interesse atlantico nel Mediterraneo. Il messaggio dovrebbe essere netto: l’Italia non è un "client" da criticare, ma un socio in affari di cui non puoi fare a meno. Serve una risposta che, con la severità tipica di chi conosce il peso della storia, tolga Trump dal terreno della boutade per riportarlo su quello della realtà dei numeri e degli interessi reciproci. In politica estera, il rispetto non si ottiene alzando la voce, ma ricordando all’altro quanto gli costerebbe, davvero, la tua assenza.
Rosaria Fortuna