Quanto costerà ricostruire il Ponte Morandi?

Crollo a Genova: Di Maio insiste, “Autostrade non può ricostruire il ponte”

    
Madrid, 10 set - (Agenzia Nova) - Il governo italiano non permetterà alla società Autostrade per l’Italia di farsi carico della ricostruzione del ponte di Genova, dopo il crollo avvenuto lo scorso 14 agosto e costato la vita a 43 persone. Lo ha fatto sapere il vice premier e leader del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, spiegando che “Autostrade avrà un'altra brutta sorpresa nei prossimi giorni” perché “non farò ricostruire il ponte a chi lo ha fatto crollare”. Il quotidiano economico “Expansion” scrive che, secondo il capo politico della formazione antisistema, l’infrastruttura “deve essere ricostruita da una compagnia statale come Fincantieri, perché dobbiamo vigilare su come verrà realizzato il progetto”. La coalizione al governo, formato da M5s e l'estrema dalla Lega di estrema destra, ha avviato intanto un procedimento per valutare la revoca delle concessioni ad Autostrade e ha suggerito di nazionalizzare l’intera rete autostradale.

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Immigrazione: Salvini promette, “ad ottobre accordi per l’espulsione con diversi paesi africani e asiatici”

   
Madrid, 10 set - (Agenzia Nova) - Il ministro dell'Interno italiano, Matteo Salvini, ha dichiarato che quest'autunno concluderà accordi con diversi paesi africani e asiatici per il rimpatrio e l'espulsione di immigrati irregolari. “Stiamo lavorando per fare ciò che non è stato fatto in vent'anni, ovvero accordi di allontanamento e rimpatrio con tutti i paesi di origine di questi ragazzi e queste ragazze: Senegal, Pakistan, Bangladesh, Eritrea, Mali, Gambia, Costa d'Avorio, Sudan , Niger”: ha promesso Salvini in un’intervista a Rtl ripresa dal quotidiano “La Vanguardia”. “Attualmente - ha aggiunto - l'unico (accordo, ndr) che funziona decentemente è quello che abbiamo con la Tunisia, e organizziamo due charter a una settimana per espellere 80 clandestini a settimana”. Salvini ha poi difeso la sua politica contro l'immigrazione e ha indicato che quest'anno sembra essere il primo in cui la tendenza degli arrivi di immigrati nel Mediterraneo si sia invertita”.

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La bomba italiana pronta a scoppiare

   
Parigi, 10 set - (Agenzia Nova) - L’Italia è una “bomba” pronta a scoppiare. Lo scrive “Le Figaro” in un editoriale, spiegando che i detonatori sono rappresentati da fattori come immigrazione, populismo, disoccupazione e uscita dall’euro. Secondo il quotidiano, nella penisola oggi convivono tre forme di populismo: l’estrema sinistra del Movimento 5 Stelle, l‘estrema destra e il secessionismo della Lega. Dal punto di vista economico, l’Italia si trova tra le promesse demagogiche del governo e la realtà finanziaria. Il costo del programma previsto dal governo è compreso tra i 108 e i 125 miliardi di euro e le misure annunciate dovrebbero portare il deficit pubblico dallo 0,9 al 6 per cento del Pil. Sull’immigrazione, invece, la linea di Salvini rappresenta un elettrochoc per l’Ue, mentre il populismo continua a crescere. “È vitale disarmare questo meccanismo fatale per l‘Italia come per l’Europa” scrive il quotidiano, secondo il quale i tentativi del governo per rassicurare i mercati sono un’illusione.

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Italia: ministro Tria rassicura i mercati sul rispetto dei vincoli Ue

   
New York, 10 set - (Agenzia Nova) - Il governo italiano sa che deve ridurre il suo debito e tenere sotto controllo il deficit di bilancio al fine di promuovere la crescita e implementare gradualmente il suo ampio programma di spesa governativa. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, durante il Forum Ambrosetti. “È inutile cercare due o tre miliardi in più sul deficit se ne perdiamo tre o quattro dal lato dei tassi d’interesse, ha spiegato il ministro, che ha anche aggiunto che tutti i membri dell'Esecutivo "ne sono pienamente consapevoli." La settimana scorsa, i titoli italiani hanno registrato il maggior guadagno settimanale in quasi tre mesi quando i membri chiave del governo, tra cui i vicepresidenti Luigi Di Maio e Matteo Salvini, si sono uniti a Tria per rassicurare gli investitori che il bilancio del 2019 non violerà i vincoli dell'Ue. Tria ha dichiarato poi che il governo intende aumentare la crescita economica fino all'1,6 percento e "dimezzare il divario con la regione dell'euro" in termini di crescita "l'anno prossimo".

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Italia: ricostruzione ponte crollato a Genova costerà 150-200 milioni di euro

    
New York, 10 set - (Agenzia Nova) - La ricostruzione del ponte autostradale crollato a Genova lo scorso agosto avrà un costo di 150-200 milioni di euro: lo ha detto il presidente della Regione Liguria e commissario straordinario del governo, Giovanni Toti. Il lavoro sarà svolto dalla Fincantieri, società controllata dallo Stato, in collaborazione con Autostrade per l'Italia. Il mese scorso il crollo del ponte gestito dal gruppo Autostrade, controllata di Atlantia, ha causato la morte di 43 persone. "La ricostruzione costerà tra 150 e 200 milioni di euro, mentre 10-12 milioni saranno necessari per la demolizione di quello vecchio e maggiori fondi dovrebbero essere concessi a famiglie e negozianti colpiti dal disastro", ha detto Toti. 

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 Di Maio: chiudere i negozi la domenica e i giorni festivi


Berlino, 10 set - (Agenzia Nova) - Il ministro per lo Sviluppo economico, il lavoro e gli affari sociali e vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, vuole vietare le aperture degli esercizi commerciali in Italia di domenica e nei giorni festivi. Una legge su questo tema dovrebbe essere approvata entro un anno. La liberalizzazione degli orari di apertura ha distrutto le famiglie, ha affermato Di Maio nella giornata di ieri, 9 settembre, a margine della Fiera del Levante tenuta a Bari. La legge sulla chiusura dei negozi la domenica e nei giorni festivi è stata abolita nel 2012, come parte di un pacchetto di misure volte a stimolare l'economia italiana. Di Maio, capo politico del Movimento Cinque Stelle, era già intervenuto sul tema a giugno scorso. I sindacati hanno accolto favorevolmente la proposta e i gruppi dei consumatori l’hanno criticata. Secondo l'Ufficio statistico europeo Eurostat il 15,2 per cento dei lavoratori, ossia 3,5 milioni perone, sono impiegati nei diversi settori dell'economia la domenica. Secondo il contratto collettivo nazionale, le società il cui giorno di riposo regolare è domenica possono richiedere il lavoro domenicale una volta su 25 fine settimana all’anno. 

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