FOGLIO AI
Intercettazione (immaginaria) nel campo largo. Il programma sull’Ucraina
Dialogo satirico tra Schlein, Conte, Renzi, Fratoianni e un comico
24 OTT 26

Schlein cerca una posizione comune, Conte vuole la pace senza altre armi, Renzi vuole difendere Kyiv, Bonelli e Fratoianni cercano un compromesso, Magi e Della Vedova non vogliono ambiguità, Bettini prova a tenere insieme tutti. E un comico cerca di capire che cosa succederebbe se il campo largo dovesse davvero governare. Dialogo satirico, integralmente immaginario.
Schlein: Compagni, amici, alleati, abbiamo un problema. Non possiamo presentarci alle elezioni senza una posizione comune sull’Ucraina. Dobbiamo dimostrare che il centrosinistra è pronto a governare.
Renzi: Benissimo. Allora cominciamo con una domanda facile. Se fossimo al governo domani mattina, continueremmo ad aiutare militarmente l’Ucraina?
Conte: Non possiamo ridurre una questione così complessa a un sì o a un no.
Renzi: Quindi no.
Conte: Quindi dobbiamo discuterne.
Della Vedova: Matteo ha fatto una domanda precisa.
Fratoianni: E Giuseppe ha dato una risposta politica. Non possiamo trasformare tutto in un referendum sulle armi.
Magi: Ma neppure trasformare le armi in un tabù lessicale. L’Ucraina è stata aggredita. Ha diritto a difendersi. Per difendersi servono anche le armi. Possiamo partire da qui?
Bonelli: Partiamo dalla pace.
Comico: Bene. Prima notizia: nel centrosinistra sono tutti per la pace. Putin, informato della circostanza, sta valutando il ritiro.
Schlein: Cerchiamo di essere seri. La nostra posizione deve essere fondata sul diritto internazionale, sulla sovranità dell’Ucraina, sul ruolo dell’Europa e sulla necessità di una pace giusta.
Renzi: Elly, siamo d’accordo perché non abbiamo ancora detto niente.
Bettini: Matteo, il punto è costruire un linguaggio comune dentro cui possano riconoscersi sensibilità differenti.
Comico: Traduzione: dobbiamo scrivere una frase che Conte possa leggere come uno stop alle armi e Della Vedova come un impegno a mandarne altre.
Schlein: Provo una formula. “Il centrosinistra ribadisce il pieno sostegno all’Ucraina, paese aggredito dalla Federazione russa, attraverso strumenti politici, economici, diplomatici e militari”.
Conte: “Militari” non va bene. Significa impegnarci oggi a continuare una strategia che non possiamo considerare intoccabile.
Fratoianni: Potremmo scrivere “attraverso ogni strumento utile al raggiungimento della pace”.
Renzi: Perfetto. Ma se uno strumento utile fosse un sistema antiaereo, lo manderemmo?
Fratoianni: Dovremmo valutare il contesto.
Renzi: Il missile russo aspetterebbe la valutazione?
Comico: Siamo già passati da “militare” a “utile”. Ancora due riunioni e l’Ucraina sarà difesa dagli aggettivi.
Schlein: Un punto di convergenza c’è: nessuna pace può essere imposta all’Ucraina.
Magi: E nessuna decisione sull’Ucraina senza l’Ucraina.
Conte: Attenzione. Se vogliamo favorire una trattativa, non possiamo scriverne il risultato prima che cominci.
Renzi: Giuseppe, non stiamo scrivendo il risultato. Stiamo dicendo che un aggressore non può pretendere di essere premiato.
Conte: Ma la diplomazia richiede realismo.
Magi: Anche la geografia. E la geografia dice che i confini dell’Ucraina non li decide Putin.
Schlein: Allora scriviamo: “Sosteniamo la sovranità dell’Ucraina e lavoriamo per una soluzione diplomatica che non premi l’aggressione”.
Conte: Preferirei “che tenga conto delle legittime esigenze di sicurezza di tutte le parti”.
Della Vedova: Anche della Russia?
Conte: Naturalmente. E’ così che funzionano i negoziati.
Magi: La Russia pretende che un paese vicino non sia libero di scegliere le proprie alleanze. E’ un’esigenza di sicurezza legittima?
Conte: Non ho detto questo.
Renzi: Però rischiamo di scriverlo.
Fratoianni: Serve una nuova architettura di pace.
Comico: Benissimo. Per ora la Russia sta demolendo quella vecchia. Quando abbiamo pronto il progetto?
Bonelli: L’Europa deve assumere un’iniziativa autonoma. Non possiamo continuare a dipendere dalle scelte di Trump.
Renzi: Ottimo. E autonomia europea significa anche capacità di difesa europea.
Bonelli: Dipende da che cosa intendiamo per difesa. Significa anche prevenire i conflitti.
Comico: Mi piace molto. Facciamo prevenzione sulla guerra che è già cominciata.
Renzi: Ma se per farsi carico della sicurezza servono investimenti militari, voi li votate?
Fratoianni: Non possiamo accettare una corsa indiscriminata al riarmo.
Conte: Non possiamo sacrificare sanità, scuola e welfare sull’altare della militarizzazione.
Magi: Ma possiamo sacrificare gli ucraini sull’altare del welfare?
Della Vedova: Ma quale strategia alternativa proponi, concretamente?
Conte: Un’iniziativa diplomatica europea, una conferenza internazionale, un cessate il fuoco verificabile, garanzie di sicurezza.
Renzi: E se Putin rifiuta le garanzie?
Conte: Bisogna aumentare la pressione diplomatica.
Della Vedova: E se non basta?
Conte: Bisogna coinvolgere tutti gli attori internazionali.
Magi: E se non basta?
Conte: Bisogna insistere.
Comico: Magnifico. Abbiamo elaborato una dottrina: se Putin non ascolta, ripetere il messaggio a voce più alta, ma senza disturbare.
Bonelli: Sulle sanzioni potremmo trovare una posizione comune.
Schlein: Bene. Rafforzamento delle sanzioni contro la Russia e contrasto alle elusioni.
Fratoianni: A condizione che si valuti l’impatto sociale sulle fasce più deboli.
Conte: E che si verifichi l’efficacia delle misure.
Comico: Anche sulle bombe sarebbe interessante verificarne l’efficacia prima che cadano. Ma capisco che ciascuno abbia il proprio metodo.
Schlein: Passiamo agli attivi russi congelati. Possiamo sostenere un’iniziativa europea per usarli a beneficio dell’Ucraina?
Della Vedova: Con le garanzie giuridiche necessarie, sì.
Magi: Se la Russia distrugge, la Russia deve contribuire a pagare.
Fratoianni: Purché la ricostruzione non diventi una grande operazione speculativa.
Conte: E purché non si creino rischi finanziari insostenibili per l’Europa.
Comico: Riassumo. Prendiamo i soldi ai russi, ma soltanto dopo aver garantito che non facciano guadagnare nessuno, non costino niente e non comportino alcun rischio. Comincio a capire perché siamo ancora in questa stanza.
Renzi: Finalmente possiamo usare un verbo: pagare. Sulle armi non possiamo usare neppure il sostantivo. Elly, tra sei mesi potremmo essere chiamati a governare. Se Putin lanciasse un’offensiva e Kyiv chiedesse nuove difese antiaeree, che cosa farebbe il nostro governo?
Conte: Prima di tutto chiederei informazioni al ministro della Difesa.
Della Vedova: Supponiamo che il ministro confermi la necessità degli aiuti.
Conte: Convocherei un confronto con gli alleati europei.
Magi: Supponiamo che gli alleati siano favorevoli.
Conte: Valuterei la natura degli armamenti.
Renzi: Supponiamo che siano difensivi.
Conte: Valuterei le implicazioni strategiche.
Comico: Supponiamo che intanto sia arrivata una seconda offensiva.
Conte: Le decisioni di un governo non si prendono con le battute.
Comico: Nemmeno con i tempi di un concorso pubblico.
Fratoianni: La domanda è costruita per dividerci. Chiediamoci piuttosto come evitare quell’offensiva.
Magi: E’ quello che vogliamo tutti. Ma una politica estera non può basarsi sull’ipotesi che il nemico si comporti come speriamo.
Bonelli: Dovremmo puntare su una grande mobilitazione europea per la pace.
Della Vedova: Va benissimo. Ma se la mobilitazione europea per la pace avviene mentre la Russia bombarda Odessa?
Bonelli: Non vedo perché le due cose debbano essere considerate incompatibili.
Renzi: Infatti non lo sono. Il problema è che se diciamo “armi e diplomazia” qualcuno vuole cancellare “armi”. Se diciamo soltanto “diplomazia”, siamo tutti soddisfatti.
Schlein: Potremmo usare la formula “sostegno alla capacità di autodifesa dell’Ucraina”.
Conte: Se non significa automatismo nell’invio di armi, possiamo ragionarci.
Magi: Certo. Però i missili antiaerei non si possono sostituire con i pannelli solari.
Bettini: Il campo progressista non può consentire che l’Ucraina diventi la linea di frattura della coalizione.
Renzi: Goffredo, ma è già la linea di frattura. La politica non può abolire la realtà.
Conte: Soprattutto non può pretendere che un partito rinunci alla propria identità.
Schlein: Nessuno ti chiede di rinunciare alla tua identità, Giuseppe. Ti chiedo se possiamo condividere una responsabilità di governo.
Conte: Non accetterò una linea di politica estera scritta da Renzi e Della Vedova.
Della Vedova: Chiedo solo di non cancellare la differenza tra aggredito e aggressore quando arriviamo alle decisioni concrete.
Comico: Propongo un esperimento. Per cinque minuti vietiamo le parole “strategia”, “percorso”, “processo” e “architettura”. Restano “Putin”, “Ucraina” e “armi”.
Schlein: Allora ognuno dica qual è la frase che considera irrinunciabile.
Magi: “Il sostegno europeo, anche militare, all’Ucraina deve continuare finché sarà necessario a garantirne la libertà”.
Renzi: Per me bastano due cose: Putin è l’aggressore e l’Italia non deve abbandonare Kyiv. Possiamo discutere degli strumenti, non della scelta di campo.
Conte: “L’Italia promuove una immediata iniziativa diplomatica per il cessate il fuoco, superando la logica dell’escalation militare”.
Fratoianni: “La pace deve tornare a essere la priorità della politica europea”.
Bonelli: “La sicurezza dell’Europa si costruisce attraverso la pace, la cooperazione, la giustizia sociale e la transizione ecologica”.
Bettini: “Il campo progressista promuove una nuova visione della sicurezza europea, fondata sul protagonismo dell’Unione e sul superamento della contrapposizione tra politica di potenza e diplomazia”.
Schlein: “Sostegno senza ambiguità alla sovranità ucraina, costruzione di una pace giusta e ruolo centrale dell’Europa”.
Comico: La mia è questa: “Se domani entrano i carri armati russi in una città ucraina, decidiamo che cosa fare prima di decidere come chiamarlo”. Ecco il capolavoro: se scriviamo quello che facciamo, ci dividiamo. Se scriviamo quello che speriamo, ci uniamo.
Renzi: E se Trump si mettesse d’accordo con Putin alle spalle degli europei, da che parte staremmo?
Schlein: Nessun accordo senza l’Ucraina e senza l’Europa.
Conte: Certamente. Ma non possiamo escludere a priori un’intesa promossa dagli Stati Uniti.
Magi: Nessuno la esclude a priori. Chiediamo che non sia una resa imposta a Kyiv.
Fratoianni: Dovremmo essere capaci di valutare un accordo per il suo contenuto, non per chi lo propone.
Renzi: Ma se il contenuto fosse lasciare a Putin i territori occupati e vietare all’Ucraina di difendersi in futuro?
Conte: Quello non sarebbe un accordo soddisfacente.
Della Vedova: E lo respingeremmo?
Conte: Lo giudicheremmo negativamente.
Comico: Potremmo anche esprimere “profonda preoccupazione”. A Mosca tremerebbero.
Bonelli: Basta con questo schema per cui chi pone dubbi sugli armamenti viene automaticamente considerato indulgente verso la Russia.
Della Vedova: Nessuno lo dice. Ma chi vuole governare deve assumersi anche la responsabilità di difendere un paese aggredito.
Fratoianni: E deve assumersi la responsabilità di non alimentare una guerra senza prospettive.
Renzi: Quindi il vero punto: siete disponibili a votare in Consiglio dei ministri un nuovo pacchetto di aiuti militari, se necessario?
Conte: Non firmiamo cambiali in bianco.
Magi: Neanche gli ucraini chiedono una cambiale in bianco. Chiedono di non essere lasciati soli.
Della Vedova: No, se significa rinegoziare ogni volta il principio stesso del sostegno.
Conte: Non accetto ultimatum. Chi sarà presidente del Consiglio lo decideranno gli elettori.
Comico: Ah, finalmente una posizione comune sull’Ucraina: bisogna prima fare le primarie.
Schlein: Non apriamo adesso la questione della leadership.
Renzi: Però è collegata. Se il candidato premier deve essere scelto dalle primarie, bisognerà chiedergli anche che cosa farebbe sulle armi.
Conte: Le primarie non possono trasformarsi in un referendum sulla politica estera.
Fratoianni: Prima viene il programma, poi il candidato.
Comico: Perfetto. Il programma dipende dal candidato, il candidato dipende dal programma. Siamo un sistema circolare. Molto sostenibile.
Bonelli: Possiamo almeno concordare che l’Europa debba avere una voce autonoma?
Renzi: Sì, ma per avere una voce devi avere anche qualche strumento di pressione.
Della Vedova: E per essere credibile nella diplomazia devi poter sostenere chi viene aggredito.
Fratoianni: Purché questo non diventi il pretesto per un’Europa militarizzata.
Comico: Allora un’Europa forte ma non troppo, autonoma ma senza strumenti, diplomatica ma capace di dissuadere. Un’Europa con i muscoli, purché non li usi e possibilmente non li mostri.
Schlein: Siamo arrivati a una bozza. La leggo: “Il centrosinistra condanna fermamente l’aggressione russa, sostiene l’indipendenza e la sovranità dell’Ucraina e promuove, in stretto coordinamento con le istituzioni europee, ogni iniziativa necessaria a una pace giusta, duratura e verificabile, attraverso il sostegno politico, economico, umanitario e alla capacità di autodifesa del popolo ucraino”.
Magi: Aggiungerei “anche militare”.
Conte: Io aggiungerei “privilegiando la soluzione diplomatica”.
Fratoianni: Io toglierei “ogni iniziativa necessaria”. E’ troppo generico.
Bonelli: Inserirei “nel rispetto dei diritti umani e della sicurezza delle popolazioni civili”.
Della Vedova: Io vorrei che non venisse cancellato il diritto alla difesa.
Renzi: Io vorrei che non cancellassimo l’Ucraina mentre cerchiamo di salvare il campo largo.
Bettini: Io proporrei di valorizzare quello che ci unisce.
Comico: Io proporrei di chiedere a Putin se per favore può aspettare che abbiamo finito.
Schlein: Allora, su questa bozza, possiamo dire che c’è un accordo politico?
Conte: C’è una base di discussione.
Fratoianni: Un punto di partenza.
Bonelli: Un contributo importante.
Magi: Un’ambiguità da risolvere.
Della Vedova: Un testo da chiarire.
Renzi: Un problema da affrontare.
Bettini: Un processo da consolidare.
Comico: Una riunione da interrompere.
Schlein: Ma almeno possiamo uscire con un comunicato comune?
Conte: Certo. Purché non anticipi decisioni che non abbiamo preso.
Renzi: Allora facciamo così: “Riunione positiva, clima costruttivo, piena convergenza sulla necessità di proseguire il confronto”.
Comico: E un pensiero a Kyiv, che continua a resistere in attesa del nostro prossimo comunicato.
Schlein: Comunque, una cosa importante l’abbiamo ottenuta: nessuno ha abbandonato il tavolo.
Renzi: Sì, Elly. Il problema è che non abbiamo capito da che parte del tavolo stiamo.
Conte: Non accetto che qualcuno metta in dubbio la nostra solidarietà all’Ucraina.
Magi: Nessuno la mette in dubbio. Vorremmo capire cosa comporta.
Fratoianni: Comporta lavorare per la pace.
Della Vedova: E nel frattempo?
Bonelli: Lavorare per una pace giusta.
Renzi: E nel frattempo?
Conte: Evitare ulteriori escalation.
Magi: E nel frattempo?
Bettini: Costruire un nuovo equilibrio europeo.
Comico: Ho capito. Putin ha i carri armati, noi abbiamo gli emendamenti. Lui occupa territori, noi occupiamo aggettivi. Lui conquista città, noi conquistiamo virgole. E alla fine, quando ci chiederanno da che parte siamo, potremo rispondere con grande orgoglio: dalla parte della pace, a condizione che nessuno ci chieda come difenderla.
Schlein: Va bene. Ci aggiorniamo domani.
Renzi: Sull’Ucraina?
Schlein: Sul programma.
Comico: Ottimo. Almeno una tregua l’abbiamo trovata. Quella tra di noi. Dura fino a domani.