Le incoerenze salvifiche di Meloni, spiegate da Vannacci

Leggere il programma di Futuro Nazionale per capire il valore di ciò che, fortunatamente, non c’è stato. Realtà contro identità
8 SET 26
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Foto ANSA

Se volete capire qualcosa di più sul governo Meloni, sulle sue contraddizioni, fate un piccolo esperimento: prendete il programma di Roberto Vannacci. Si chiama “Base ideologica e programmatica di Futuro Nazionale per l’Italia del futuro 2027-2037”, e si presenta come il manifesto di una “Destra identitaria, pura e vitale”, con quattro linee rosse non negoziabili: vita dal concepimento, famiglia naturale, identità cristiana, concezione romana del diritto. Il programma di Vannacci è interessante perché permette di capire dove avrebbe potuto andare Meloni e dove, invece, non è andata. Partiamo dall’Europa. Futuro Nazionale definisce “sciagurata” la firma del governo Meloni sul nuovo Patto di stabilità, propone il veto italiano sul prossimo bilancio pluriennale dell’Ue e considera il riarmo europeo e il Green Deal indirizzi ideologici nocivi. Meloni, arrivata al governo dopo anni trascorsi a denunciare vincoli di Bruxelles, ha fatto l’opposto: ha negoziato dentro le regole europee, ha scelto la prudenza fiscale e ha costruito sulla stabilità dei conti una parte della credibilità internazionale dell’Italia.
Poi c’è la Russia. Il programma vannacciano dice che continuare a inviare armi all’Ucraina è un errore, insiste sui danni delle sanzioni e vuole posizione più “pacificatrice”. La Meloni che prima di Palazzo Chigi apparteneva a una destra nella quale l’ammirazione per Putin non era esattamente clandestina ha scelto invece Kyiv, la Nato, le sanzioni, le armi, l’atlantismo. Ma il laboratorio diventa ancora più interessante quando si passa alla società. Futuro Nazionale vuole cancellare la fattispecie autonoma del femminicidio; propone l’abolizione della legge Mancino; considera il matrimonio l’unico istituto di coppia e vuole eliminare le unioni civili; sostiene che “l’aborto non è un diritto” e propone il riconoscimento giuridico del concepito. Ora confrontate questa destra con quella che ha governato davvero. Il governo Meloni non ha abolito il reato di femminicidio: lo ha creato, con una legge approvata definitivamente nel 2025. Non ha abolito le unioni civili. Non ha cancellato la legge 194 e Meloni ha ripetuto di non volerla modificare.
Ecco perché il programma di Futuro Nazionale può essere letto come una specie di gruppo di controllo dell’esperimento Meloni. Mostra che cosa succede quando si prendono gli istinti della destra italiana e li si sottrae al principio di realtà prodotto dal governo: meno Europa, meno Ucraina, più Russia, più guerra culturale, più sovranismo, più radicalismo identitario. Gli avversari rimproverano a Meloni di essere rimasta troppo di destra; Vannacci le rimprovera di non esserlo stata abbastanza. Il secondo rimprovero contiene involontariamente il complimento più significativo.
Perché il grande tradimento di Meloni è stato quello di aver scoperto governando che la realtà è più forte dell’identità: ha tradito Putin scegliendo Kyiv, ha tradito il sovranismo scegliendo l’Europa, ha tradito la promessa della rottura scegliendo la stabilità. Vannacci consegna l’elenco di ciò che avrebbe potuto esserci. Proprio guardando quell’elenco si capisce meglio il valore di ciò che, fortunatamente, non c’è stato.