IL FOGLIO AI
Il presidente che voleva colorare l’acqua e ha prodotto una pozzanghera verde. Il caso del Lincoln Memorial
Trump prova a trasformare un simbolo patriottico in un set perfetto a colpi di vernice blu, ma nel giro di pochi giorni l’acqua vira al verde alghe. Un piccolo pasticcio estetico che racconta, meglio di un comizio, la sua idea di governo: superficie, velocità, effetto scenico e poca pazienza per la realtà
27 GIU 26

Foto Lapresse
La storia sembra minuscola, quasi balneare, e invece è perfetta. Donald Trump, nel suo secondo mandato, decide di mettere mano alla Reflecting Pool del Lincoln Memorial, uno dei luoghi più solenni e fotografati d’America, quel rettangolo d’acqua che collega Lincoln, Washington, la guerra civile, Martin Luther King e la liturgia democratica americana. E lo fa naturalmente a modo suo: non come un presidente che eredita un simbolo, ma come un immobiliarista che trova un cortile da valorizzare.
La piscina, dice Trump, era sporca, perdeva acqua, faceva schifo. Bisogna rifarla. Bisogna renderla bella. Bisogna darle un colore più patriottico, più televisivo, più trumpiano. Così il governo affida lavori per 14,7 milioni di dollari, fa rivestire il fondo con una vernice blu definita dal presidente una specie di “American Flag blue” e completa l’intervento a velocità sorprendente per gli standard di Washington. Pochi giorni dopo, però, la piscina più simbolica d’America diventa verde. Verde alghe. Verde Ghostbusters. Verde “abbiamo fatto tutto in fretta e adesso ci pensa la natura a presentare il conto”.
Il Wall Street Journal racconta che, dopo la riapertura, il fondo si è coperto di una patina di alghe mentre i turisti osservavano e i social trasformavano il progetto presidenziale in una barzelletta nazionale.
La scena è irresistibile perché contiene Trump in purezza. C’è il disprezzo per l’esistente: “questo posto era disgustoso”. C’è l’idea che il problema del mondo sia sempre estetico: se qualcosa non funziona, basta cambiarne il colore. C’è la passione per la superficie, per il colpo d’occhio, per la fotografia. E c’è soprattutto la vecchia legge che Trump dimentica sempre: la realtà non firma accordi di non belligeranza con la propaganda.
L’acqua, per esempio, non legge Truth Social. Le alghe non si impressionano davanti al potere esecutivo. Se rivesti di blu scuro un bacino poco profondo in piena estate, forse lo rendi più fotogenico per qualche ora, ma forse lo scaldi anche di più. E se lo scaldi di più,
in una vasca profonda meno di un metro, le alghe fanno semplicemente il loro mestiere: crescono.
Qui compare il secondo elemento trumpiano: la sostituzione della competenza con l’intuizione scenografica. Un esperto interpellato dal Journal spiega che l’acqua ossigenata può anche funzionare contro le alghe, ma solo in dosi elevate e distribuite correttamente in tutta la vasca. Traduzione politica: non basta buttare qualche bottiglia dentro un problema per poter dire di averlo risolto.
Eppure la fotografia degli operai che versano galloni di perossido d’idrogeno nella Reflecting Pool dice molto dell’amministrazione Trump: l’America come piscina condominiale, la Casa Bianca come amministratore nervoso, la soluzione come gesto spettacolare, il metodo come improvvisazione organizzata.
Naturalmente il governo annuncia che la piscina è tornata “crystal clear”. Ma il giorno dopo, racconta ancora il Journal, molta acqua è ancora verde, le alghe sembrano ricrescere e la pulizia pare aver staccato pezzi del rivestimento, lasciando chiazze bianche sul fondo. Trump voleva dare al simbolo americano una mano di colore patriottico e finisce con il produrre una bandiera involontaria: blu, verde e bianca, il tricolore del pasticcio.
Ma il punto non è ridere di una piscina. Il punto è capire che cosa rivela questa piscina. Rivela un modo di governare fondato sull’idea che le procedure siano nemiche della grandezza. Un’associazione locale ha fatto causa sostenendo che l’amministrazione abbia aggirato alcune verifiche necessarie; nel frattempo il governo ha concluso i lavori prima che un giudice potesse pronunciarsi. Anche qui la scala è piccola, ma la grammatica è enorme: prima si fa, poi si spiega; prima si occupa lo spazio, poi si chiede se era consentito.
Questa storia racconta anche un’altra cosa. Trump non sopporta il grigio. Il grigio della burocrazia, delle competenze, dei vincoli, della manutenzione ordinaria. Per lui il grigio è sempre decadenza. Il blu, invece, è promessa. E’ brand. E’ “America First” applicato all’idraulica monumentale.
Ma spesso il grigio, in democrazia, è ciò che impedisce al verde melmoso di arrivare. Le procedure sono lente perché la realtà è complicata. Le verifiche ambientali sono noiose perché l’acqua, il calore, i materiali e i batteri non sono comparse di un reality. La manutenzione è poco sexy perché serve proprio a evitare che ogni problema diventi una conferenza stampa.
La Reflecting Pool diventa così il più trumpiano degli specchi. Doveva riflettere Lincoln e Washington e invece riflette Trump: l’uomo che vuole correggere la storia con una mano di vernice, che confonde il decoro con l’ornamento, che considera la velocità una virtù anche quando è soltanto fretta, che ama i simboli ma fatica a rispettare ciò che rappresentano.
Alla fine il miglior riassunto della vicenda lo offre il proprietario della società incaricata del rivestimento: “Mi hanno assunto per mettere un liner nella piscina. E’ tutto quello che ho fatto”. Frase perfetta. Ognuno fa il suo pezzo. Il contractor mette il rivestimento. Gli operai versano l’acqua ossigenata. I turisti fotografano. Reddit dà consigli sulla clorazione. Il governo dice che è tutto cristallino. Le alghe ricrescono.
E il presidente, che aveva promesso bellezza, si ritrova dentro una parabola: si può cambiare colore all’acqua, ma non si può governare contro la fisica.
Forse è per questo che la storia diverte così tanto. Perché non è soltanto una figuraccia estetica. E’ una miniatura del trumpismo: il culto dell’impatto immediato che produce manutenzione infinita, la guerra alla burocrazia che genera nuovi problemi, la promessa di ripulire tutto che finisce in una vasca verde. Per capire Trump, alla fine, non serviva un altro comizio. Bastava guardare una piscina.