Il Foglio Ai
Cosa l’occidente dovrebbe capire degli Emirati
Contro il fondamentalismo islamico non basta la diplomazia, serve una strategia. La lezione concreta di Abu Dhabi che combatte l’islam politico sul terreno ideologico, educativo e della sicurezza
6 APR 26
Ultimo aggiornamento: 11:42 AM

Immagine generata con AI
C’è una lezione che l’occidente potrebbe imparare dagli Emirati Arabi Uniti, senza per questo trasformarli in un santino. Gli Emirati non sono l’Europa, non sono una democrazia occidentale, non sono un modello da copiare in tutto. Ma hanno avuto una lucidità che noi spesso non abbiamo avuto: hanno capito prima di molti che la sfida dentro l’islam non riguarda solo il terrorismo armato, ma anche le infrastrutture ideologiche che lo rendono possibile, lo giustificano, lo accompagnano. In questo senso la battaglia contro i Fratelli musulmani, contro l’islam politico radicale e contro la penetrazione dell’Iran non è per loro un tema astratto, ma una questione di sopravvivenza statale.
Gli Emirati hanno investito da anni in una linea precisa: contrasto dell’estremismo, promozione di un islam compatibile con la convivenza, valorizzazione della tolleranza religiosa come elemento di stabilità pubblica, non come slogan decorativo. La creazione di centri come Hedayah ad Abu Dhabi e il valore simbolico e politico attribuito all’Abrahamic Family House vanno letti così: non come operazioni di marketing, ma come tentativo di costruire un ecosistema alternativo a quello dell’islamismo militante e identitario.
Poi c’è il nodo Iran. Qui gli Emirati stanno dicendo all’occidente qualcosa di brutalmente semplice: il regime iraniano non è solo una minaccia per Israele o per l’America, ma anche per quel mondo arabo che non vuole essere sequestrato né dagli ayatollah né dai loro proxy. Non a caso, nelle ultime settimane, Abu Dhabi ha irrigidito controlli e restrizioni verso cittadini iraniani e strutture ritenute legate al regime, dopo attacchi missilistici e di droni subiti sul proprio territorio e dopo lo smantellamento di reti considerate ostili alla sicurezza nazionale.
La lezione, per l’occidente, è qui. Primo: smetterla di pensare che tutti gli islamismi siano uguali solo in teoria ma innocui in pratica. Secondo: capire che la lotta al fondamentalismo si fa anche sul terreno teologico, educativo, culturale. Terzo: accettare che esiste un islam che prova a convivere con la modernità e un islam che usa la religione per organizzare potere, violenza e intimidazione.
Gli Emirati non sono perfetti. Ma hanno almeno il merito di non essere ingenui. E oggi, in un occidente spesso confuso tra multiculturalismo pigro e relativismo vigliacco, anche questa è una virtù politica.
Testo realizzato con AI