Davanti all’ambasciata, senza retorica

La manifestazione di Italia Viva sceglie la sobrietà per dire una cosa netta: l’Iran non coincide con il suo regime. Un gesto politico essenziale, che rifiuta le condanne rituali e riporta al centro la repressione e il costo pagato dalla società civile iraniana
21 GEN 26
Ultimo aggiornamento: 07:23
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C’è un elemento di sobrietà, più che di spettacolarizzazione, nella manifestazione organizzata da Italia Viva davanti all’ambasciata iraniana. Un gesto semplice, diretto, che evita il linguaggio generico delle condanne rituali e prova invece a fissare un punto politico chiaro: distinguere senza ambiguità tra il popolo iraniano e il regime che lo governa. La scelta di riprendere un simbolo diventato noto a livello internazionale non serve ad alzare i toni, ma a rendere comprensibile il messaggio. L’Iran non è un dossier astratto né una questione da risolvere con formule diplomatiche automatiche. È un paese in cui la repressione è sistematica e in cui una parte della società civile continua a pagare un prezzo altissimo per chiedere libertà elementari. Ricordarlo davanti all’ambasciata, senza infingimenti, è un modo per sottrarre il tema all’ipocrisia e all’indifferenza.