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Separare Trump dai suoi disastri è un’impresa sempre più difficile

Ogni Grande Capo è sempre buono, si dice. E così si può spiegare anche QAnon. Ma per il presidente americano le frottole che allarmano Twitter sono tutt'altro che un segno di forza

24 Luglio 2020 alle 06:28

Separare Trump dai suoi disastri è un’impresa sempre più difficile

foto LaPresse

Il Grande Capo è buono, ma è circondato da consiglieri malvagi. Tramano in segreto contro di lui, compiono imprese orribili a sua insaputa e gli nascondono la verità sulla condizione in cui versa il popolo, altrimenti lui interverrebbe in prima persona per raddrizzare i torti – oh sì che lo farebbe: perché il Grande Capo è buono. Questo mito politico ha avuto molte incarnazioni. Lo si è usato per monarchi, dittatori, presidenti, zar e papi. Qualcuno lo usa tuttora per Mussolini (che già da vivo lo ricacciò come favola idiota). A Cuba circolava la leggenda secondo cui i campi di rieducazione per omosessuali erano stati organizzati alle spalle di Castro, che una notte volle andarli a visitare camuffato da detenuto comune. Perfino con Hitler ci hanno provato: il caso più celebre è la tesi di David Irving secondo cui al Führer sbadatello i gerarchi non avevano fatto parola del genocidio.

   

Il mito risponde a un’esigenza psicologica semplice: proteggere dalle ombre l’immagine idealizzata del Grande Capo; un meccanismo di scissione e negazione che (chiedo un aiutino da casa agli psicoanalisti) trova forse la sua origine nella posizione schizo-paranoide di Melanie Klein. Tutto questo per dire che la mitologia del deep state e di QAnon, secondo cui Trump combatterebbe una guerra solitaria circondato dai cattivi, è fatta di variazioni sullo stesso tema. Queste frottole allarmano Twitter, che ha appena fatto una mattanza di account, ma la loro diffusione non è un segno di forza, al contrario: è la prova che separare Trump dai suoi disastri è un’impresa psicologica sempre più difficile.

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Commenti all'articolo

  • Yogurt

    24 Luglio 2020 - 14:16

    Serioso Vitiello, a giorni alterni, oggi nelle vesti da dinoVauro? "Si"dia una lettura di ciò che "l'ex Hitler" Trump sta combinando alla Cina in estremo oriente: da dinoVauro a viadellaseta il passo è ancor più breve.

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  • branzanti

    24 Luglio 2020 - 12:49

    In effetti i commenti dei fedelissimi trumpisti variano da "nei suoi confronti raccontano solo fake, lui è un uomo buono e generoso" a "ci sono cose che non vanno, ma sono i suoi nemici interni ad agire, lui è un uomo buono e generoso". Certo non siamo riusciti a capire che esistesse un "mercato" politico sociale che, anche in Italia, aspettava di riconoscersi in una simile figura. In Usa ormai è troppo tardi per rimediare all'errore, in Italia fortunatamente i suoi fans sono una minoranza. Tuttavia non dobbiamo ignorarli o sottovalutarli, esprimono una rabbia di cui bisogna comprendere le ragioni, per evitare che sfoci in pulsioni distruttive, come sta accadendo oltre oceano.

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