La felicità di prendere tanti gol

U n portiere che prende tredici gol in due partite, in quattro giorni, ed è felice, o è matto o è il portiere del San Marino. Alza la mano Elia Benedettini, perché sa che si parla di lui e di non essere matto, quindi potete andare per esclusione. A un passo dai ventiquattro anni, fisico che ricorda Peruzzi, altezza non eccessiva, ma agilità felina, è l’uomo chiamato a evitare che ogni partita della Nazionale di San Marino diventi una vendemmia antica, con gli avversari che pigiano allegramente la piccola squadra della Serenissima Repubblica. Sabato e martedì, mentre l’Italia batteva la Grecia e la Bosnia nelle qualificazioni per l’Europeo, il San Marino perdeva 9-0 contro la Russia e 4-0 contro il Kazakistan. Ed è andata bene, perché in porta aveva l’unico professionista della formazione, quello che ha avuto un sacco da fare per novanta minuti. Elia Benedettini gioca nel Novara, in serie C, quest’anno era il secondo portiere (ha messo insieme cinque partite) ora viaggia verso la promozione a titolare. Poi, quando è il turno delle partite internazionali, indossa la maglia di un microstato e vede attaccanti che “vengono fuori dalle fottute pareti” come fosse dentro la famosa scena di “Alien”.