Europe first

20 GIU 19
Ultimo aggiornamento: 00:13 | 21 GIU 19
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Bruxelles. Chiunque sarà il prossimo presidente della Commissione europea avrà di fronte una scelta strategica: tornare a essere il guardiano del Trattato e degli interessi di tutti gli europei oppure continuare a fare gli interessi di pochi grandi stati membri piegando il diritto alle ragioni della politica, come ha fatto Jean-Claude Juncker. Contrariamente a quel che afferma Giuseppe Conte nella sua lettera, la Commissione Juncker non ha anteposto la finanza o le regole alla politica, anzi, e così facendo ha messo a repentaglio la convivenza europea. Oggi l’Olanda e altri nordici non si fidano più della Commissione sul Patto di stabilità e così ostacolano il bilancio della zona euro; i piccoli paesi sono riluttanti ad accettare il voto a maggioranza qualificata invece dell’unanimità su questioni come l’immigrazione e Dublino. Se il prossimo presidente della Commissione non tornerà alle origini, la nomina più importante sarà quella del presidente del Consiglio europeo.