Cosa vi siete persi

3 MAG 19
Ultimo aggiornamento: 15:59
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Germania vs Italia
“In Italia, dove i salari nominali non possono adeguarsi completamente ai livelli di produttività locali, le province con bassa produttività hanno tassi di disoccupazione più alti. Questo perché le imprese nelle province a bassa produttività devono pagare salari al di sopra del livello che permetterebbe di mantenere la disoccupazione a livelli fisiologici. In Germania, dove gli stipendi possono invece adeguarsi in misura maggiore alla produttività locale, la disoccupazione è molto meno sensibile alle differenze locali nel valore aggiunto (l’elasticità della disoccupazione al valore aggiunto in Italia è quasi sei volte superiore a quella della Germania). Allo stesso tempo, i prezzi delle abitazioni nelle province a bassa produttività sono più bassi sia in Italia che in Germania, in quanto i lavoratori si spostano dalle aree a bassa produttività a quelle ad alta produttività. Questo genera una relazione positiva tra produttività locale e prezzi delle abitazioni, determinando differenze nel costo della vita tra le varie aree. In Italia, dove la distribuzione dei salari nominali è fortemente compressa tra province, il potere d’acquisto dei salari (tenendo conto del costo della vita a livello locale) è inferiore nelle province settentrionali rispetto a quelle meridionali, poiché il sud ha bassi costi abitativi ma salari nominali simili a quelli del nord. La contrattazione centralizzata ha quindi generato in Italia un equilibrio territoriale tale per cui i lavoratori del sud faticano enormemente per trovare lavoro. Se trovano un impiego, questo in termini di potere d’acquisto è meglio remunerato che al nord, ma mentre sono in coda per cercare di trovare lavoro stanno molto peggio dei loro omologhi al nord. Ciò si traduce in una allocazione inefficiente delle risorse, con una disoccupazione e una dispersione dei redditi elevate”.
Tito Boeri, Andrea Ichino, Enrico Moretti e Johanna Posch, “Il lato perverso della contrattazione centralizzata", lavoce.info, 24 aprile
WikiDrinks
“Macché ubriaco in aeroporto, ero perfettamente sulle mie gambe, mi è stato impedito di salire per un litigio con uno steward, in seguito al quale il comandante ha deciso di non imbarcarmi, e ora sono in America Centrale. Su di me, l’ennesima fake news […] A proposito, non so se la pubblicazione di questa fake news proprio il giorno dell’anniversario della sentenza della Trattativa sia stato casuale. Di certo ha ridato fiato ai nemici di quel processo, come Vittorio Sgarbi, che ne hanno approfittato per accanirsi contro di me. Stiano tranquilli, non mi spaventerò per così poco: le mie battaglie per verità e giustizia sui casi Manca e Vassallo, sulla ‘ndrangheta stragista e la Trattativa in Italia, per Rafael Correa e Assange in America Latina e nel mondo, continueranno”.
Antonio Ingroia, “Macchè ubriaco, notizia falsa: solo lite con lo steward cafone”, intervista al Fatto quotidiano, 23 aprile
Lega Pigs
“Bossi evocava la ‘porcilaia fascista’, Salvini continuamente ‘la mangiatoia’. L’attenzione al mondo suino accompagna la Lega in tutte le sue evoluzioni”.
Gianfranco Rotondi, deputato Forza Italia, Twitter, 26 aprile
Pasqua di sangue
“Ha aspettato il suo turno con il piatto in mano uno degli almeno sette kamikaze che tra domenica e lunedì hanno insanguinato lo Sri Lanka, e quando il cameriere dell’hotel Cinnamon ha cominciato a servirgli la colazione pasquale sullo sfondo della grande piscina alberata, in cui fino al giorno prima nuotava la celebre attrice tamil Radilaa Sarathkumar, si è fatto saltare in aria portandosi dietro la vita del 42enne americano Dieter Kowalski, in viaggio d’affari, di quattro cuochi e di molti altri”.
Francesca Paci, “L’orrore dei sopravvissuti all’attacco”, la Stampa, 23 aprile
Stallo in Bankitalia
“Dal Colle passano altri fili ad alta tensione: quelli sul rinnovo di Banca d’Italia. Come si sa, resta un forte disaccordo nella maggioranza sul nome di Alessandra Perrazzelli ma ormai il tempo sta per finire. Nel senso che il 9 maggio scadono i mandati di Salvatore Rossi e Valeria Sannucci e quindi dal giorno dopo resterebbero in carica solo il Governatore e Fabio Panetta. Una situazione che sembra non avere precedenti e che bloccherebbe il funzionamento del Direttorio. Dunque, senza il previsto parere di Conte e Tria (sentito il Consiglio dei ministri) al pacchetto di nomine, si conclamerebbe uno stallo che coinvolgerebbe Mattarella visto che è lui con un suo Decreto a ufficializzare i nuovi componenti. Il conto alla rovescia è iniziato”.
Lina Palmerini, “Vaglio del Colle, su legittima difesa, Bankitalia e crescita”, il Sole 24 Ore, 24 aprile
Delenda Eni
“E’ arrivato il momento di decidere il futuro di Eni. Nell’era dello sviluppo sostenibile, non può esistere un ente nazionale per gli ‘idrocarburi’. Ho fatto presente all’azienda che la riconversione non può attendere. Adesso e totale”.
Lorenzo Fioramonti, viceministro dell'Istruzione, Twitter, 26 aprile