Icardi e Wanda come due zibellini in tribuna e la fame di Pazzini

La coppia e l'orologio di Maurito come metafora della partita dell'Inter. L'inconcepibile scelta del Verona di liberarsi del Pazzo
6 FEB 18
Ultimo aggiornamento: 12:50
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El negher

La brigata, quattro persone, aveva appena lasciato il funerale dell’amico Azeglio, quando, per disperazione, noia, o chissà cosa, si è deciso di parlare del tempo che fu. E di quando c’era lui, il morto. E’ stato in quel momento che uno dei quattro, il più noto e anche il più alto, ha cominciato a disquisire di razza, politica e cammelli. Il tutto in diretta Facebook, come si usa di questi tempi. L’uomo più alto masticava caramelle allo champagne. La sua dialettica senza pensiero aveva un ché di già sentito, in qualche bar, per strada. Non è difficile ascoltare quel tipo di discorsi, provando per chi li fa una profonda tristezza e una gran pena.

Mauro, Wanda e Walter

Belli e impellicciati, due zibellini in tribuna a San Siro. Mauro con l’usuale cappello di lana, Wanda, sotto la proverbiale chioma illuminata, in perfetta sintonia cromatica con l’orologio al polso, il cui oro massiccio pareva molto pesante anche a guardarlo. Metafora della partita, quell’orologio giallo, con il suo inutile scandire dei minuti nei quali l’Inter giocava a rallentare il tempo. A pensarci bene, la coppia Mauro e Wanda, resta l’unico fatto degno di nota a San Siro, unitamente ad una lacrima cristallizzata sul viso da eterno bambino di Walter Zenga. Per il resto solo fischi, un gran Crotone, e il solito Spalletti a chiedersi perché