lo scenario
I ponti fisici che Mosca colpisce per tagliare Kyiv in due, e quelli diplomatici che Putin rifiuta
L'Ucraina vorrebbe riprendere il formato negoziale trilaterale. Mentre la Russia si starebbe preparando al più grande attacco al settore energetico dalla fine della guerra, utilizzando circa 1.000 missili, droni e bombe contro centrali elettriche e impianti di approvvigionamento idrico
3 OTT 26

Foto ANSA
Kyiv. La mattina del 2 ottobre, molti residenti di Kyiv sono rimasti bloccati per ore nel traffico nel tentativo di raggiungere il posto di lavoro. Questa situazione è la conseguenza dei bombardamenti russi e di un nuovo tentativo di destabilizzare la capitale. Il fiume Dnipro attraversa Kyiv, dividendo la città in due sponde, destra e sinistra, collegate da ponti. Su questi ponti transitano automobili, autobus urbani e due linee della metropolitana. Circa il 40 per cento della popolazione della capitale vive sulla riva sinistra, ma molti lavorano sulla riva destra, dove si trova il centro città. La mattina, il traffico su tre ponti è risultato completamente o parzialmente bloccato. Ciò è dovuto ai ripetuti attacchi con droni russi sul Ponte sud, avvenuti il 1° ottobre e proseguiti il 2 ottobre. Il ponte è rimasto intatto, ma uno degli attacchi ha danneggiato la struttura di sostegno, il guardrail, il manto stradale e la barriera protettiva in cemento che circonda la metropolitana, secondo quanto dichiarato dal sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko. Per questo motivo, gli autobus che collegano la riva sinistra alla riva destra hanno modificato i loro percorsi e i tassisti hanno aumentato vertiginosamente le tariffe. I proprietari di auto si recano in centro città attraversando il ponte Darnitsky, in mezzo a un lungo e lento flusso di traffico. Alcuni residenti di Kyiv ora attraversano il ponte meridionale a piedi.
Vladimir Putin ha revocato tutte le restrizioni precedentemente in vigore durante gli attacchi, ha dichiarato Volodymyr Zelensky al Financial Times in un’intervista: “Putin ha detto che ora non ci sono più regole”, ha affermato il presidente ucraino, citando informazioni dell’intelligence.
Pertanto, le autorità ucraine stanno cercando urgentemente soluzioni per contrastare questa situazione. Mentre sono in fase di test intercettori in grado di abbattere droni a reazione, gli F-16, utilizzando proiettili da 20 mm, si sono dimostrati efficaci nel respingere gli attacchi. Il 30 settembre, la leadership politica ucraina ha contattato le controparti europee per negoziare la fornitura di proiettili da 20 mm. “Siamo grati a Spagna, Belgio e Polonia, che hanno già avviato il processo di trasferimento”, ha dichiarato Andriy Sybiha, ministro degli Esteri ucraino, durante un incontro con i giornalisti a cui ha partecipato il Foglio. “Avremo le munizioni di cui abbiamo bisogno molto presto”, ha assicurato.
Il ministro riconosce che la protezione dello spazio aereo rimane la sfida più grande. L’Ucraina ha già privato la Russia del suo dominio terrestre e marittimo. L’unico ambito in cui ha un vantaggio è lo spazio aereo. “E questo è difficile perché hanno un’enorme flotta aerea e missili balistici”, afferma Sybiha. Secondo le stime dell’intelligence, la Russia mantiene 600 missili balistici nei suoi depositi e può produrne 120-140 al mese.
Dato il rischio di un’ulteriore escalation del conflitto, gli alleati internazionali stanno proponendo che Ucraina e Russia concludano un cessate il fuoco, almeno nel Mar Nero e nel settore energetico. Secondo Sybiha, ci sono quattro proposte in merito. Due (della Turchia e dell’Egitto) sono simili nel significato: una tregua alimentare nel Mar Nero e lo sblocco delle esportazioni di grano. Gli Stati Uniti propongono una tregua energetica. La proposta dell’India è la più ampia: energia più mare. “Siamo pronti a diverse forme di cessate il fuoco, incluso uno incondizionato lungo la linea di contatto”, afferma Sybiga.
A quanto pare, però, la Russia non è ancora disposta a discutere nessuna di queste opzioni. Intervenendo al Forum di Valdai, Putin ha dichiarato di considerare inutile una cessazione reciproca degli attacchi. “Ci dicono: lasciate che smettano di colpire le vostre raffinerie di petrolio e voi smettete di colpire le loro navi, lasciate che trasportino prodotti agricoli. Ma che dire del nostro altro carico, come petrolio e prodotti petroliferi?”, ha detto Putin, definendo l’intera situazione “ridicola”.
Nel frattempo, Kyiv vorrebbe riprendere il formato negoziale trilaterale: Ucraina, Stati Uniti e Russia. I negoziatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner hanno presentato questa proposta a Mosca. Non c’è stata ancora alcuna risposta. Tuttavia, secondo le informazioni pubblicate dal New York Times, la Russia si starebbe preparando al più grande attacco al settore energetico dalla fine della guerra, utilizzando circa 1.000 missili, droni e bombe contro centrali elettriche e impianti di approvvigionamento idrico.