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Altro che fermarsi, qui l’innovazione è made in MADE

Perché il nuovo Competence Center guidato da PoliMi riguarda il futuro dell’industria 4.0

20 Gennaio 2019 alle 06:00

Altro che fermarsi, qui l’innovazione è made in MADE

(Foto Pixabay)

“Personalmente, come esperto di infrastrutture e di mobilità, ritengo che le infrastrutture siano un asset necessario non tanto per rispondere alle esigenze di oggi, quanto per decidere dove vogliamo far andare il paese di domani”. Se qualcuno poteva nutrire dubbi sulle idee “personali” del rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, sui temi dello sviluppo e delle necessità infrastrutturali del paese, può accantonarle. L’occasione di quelle parole, a margine, qualche giorno fa, è stata la presentazione del MADE, il Competence Center guidato dal Politecnico di Milano. Sempre a margine, Resta aveva rintuzzato anche qualche “provocazione” sul presunto conflitto d’interessi del suo ateneo, relativo all’analisi costi benefici sulla Tav (di recente ultimato) e affidato dal ministro Danilo Toninelli al professor Marco Ponti, già docente della stessa università.

 

Resta ha pacatamente precisato che “il Politecnico non è coinvolto in nessuno di questi studi in questo momento. Se c’è una istituzione – una università pubblica, in questo caso – che bene rappresenta le capacità e la volontà innovative di Milano, questa è decisamente il PoliMi. E la collaborazione tra città – un “asse del nord” finalmente non rivendicativo ma collaborativo – è la benvenuta. Milano e Torino, ad esempio: mentre stanno partendo i due Competence center industria 4.0, realizzati dal Politecnico di Milano e da quello di Torino, l’asse tra le due città si rafforza: l’European institute of innovation and technology (EIT) ha infatti indicato le due università come vincitrici della Innovation community sul manufacturing.

 

Sull’innovazione, il PoliMi va avanti a passo di carica. Ed eccoci al MADE, il Competence Center. Partendo dai numeri. Si tratta di 39 imprese – provider tecnologici, consulenti, integratori di sistema, esperti della formazione e Inail – affiancate dalle Università di Bergamo, Brescia e Pavia e coordinate da PoliMi. Poi ci sono 22 milioni di euro di finanziamento triennale complessivo (11 vengono dal ministero dello Sviluppo economico e 11 da privati) di cui 14 per le attrezzature e personale e 8 per progetti di ricerca applicata e trasferimento tecnologico. Questa la carta di identità tecnica del MADE (supportato in una campagna di lancio e informazione sui social dall’hashtag #MADECC).

 

A guidare il tutto c’è appunto il Politecnico di Milano. E l’investimento non solo economico, ma ideale, è importante. All’ inaugurazione, con Ferruccio Resta e Marco Taisch, ordinario di Advanced and sustainable manufacturing, c’erano Giulio Pedrollo vice presidente di Confindustria, Marco Bonometti presidente di Confindustria Lombardia e Attilio Fontana, presidente della Regione. Hanno spiegato anche ai non addetti ai lavori di che cosa si tratta. E si tratta, tra le altre cose, del futuro delle nostre imprese. L’utente del MADE avrà a disposizione le più recenti tecnologie digitali per l’industria manifatturiera. Organizzate in isole multi-funzionali, potranno essere visitate, utilizzate per la formazione e il training dei lavoratori secondo un approccio concreto pratico, oppure servire per i progetti di trasferimento tecnologico.

 

Si potrà ad esempio comprendere come la realtà aumentata possa essere utilizzata in fase di progettazione o per supportare in remoto la manutenzione degli impianti; sarà possibile verificare come la robotica collaborativa possa aiutare nei processi di assemblaggio. Il monitoraggio degli impianti e l’analisi dei dati usando tecnologie big data e di cyber-security. Inoltre, saranno mostrate le soluzioni per consentire di ridurre i consumi energetici e migliorare la qualità e le prestazioni degli impianti. Il lean manufacturing e la movimentazione interna troveranno infine spazio come abilitatori della fabbrica del futuro.

 

Il nuovo centro, destinato a spalancare le porte della digitalizzazione al mondo dell’impresa a partire dalle Pmi, con una superficie prevista di oltre 2.000 mq, avrà sede nel Campus Bovisa-Durando del Politecnico di Milano e sarà attivo a partire da settembre 2019. Il Campus Bovisa assicurerà un contesto particolarmente favorevole all’espansione di MADE, data la presenza già attiva di importanti realtà dedicate all’innovazione – come ad esempio PoliHub, l’acceleratore dell’ateneo milanese che ospita 113 realtà imprenditoriali, e la Joint Platform del Politecnico di Milano con la Tsinghua University di Pechino. Alta è anche la presenza di studenti stranieri, in Bovisa, università che sta assumendo sempre più l’immagine di un campus internazionale.

 

La strategia di MADE è stata realizzata puntando agli obiettivi strategici che molte regioni italiane ed europee hanno manifestato con i loro programmi di politica industriale e di attività di ricerca e innovazione in ottica Industria 4.0. Le imprese potranno seguire un percorso virtuoso che attraverserà workshop formativi, training di preparazione dei dirigenti, scouting tecnologico, supporto alle scelte. “Nel mondo il ruolo delle università è sempre più quello di attrarre e stimolare la capacità del sistema di fare innovazione. L’obiettivo fondamentale di un’università tecnica è quello di porsi al centro delle trasformazioni del proprio territorio, di essere un punto di riferimento per lo sviluppo economico – spiega Ferruccio Resta – Sentendo questa responsabilità abbiamo lavorato per promuovere idee innovative, farle crescere all’interno dell’incubatore PoliHub, sostenerle attraverso il contributo della finanza e delle imprese che scelgono di insediarsi nel Cmpus di Bovisa, metterle in contatto con realtà internazionali”.

 

Obiettivo a medio termine di MADE è raggiungere in tre anni più di 10.000 persone attraverso attività di informazione e divulgazione sulle tecnologie digitali, erogare più di 86.000 ore di formazione, sviluppare più di 390 progetti e 200 assessment digitali coinvolgendo circa 15.000 aziende italiane, di cui l’80 per cento rappresentato da Pmi, che saranno contattate una volta costituito il Competence center. “MADE, seguendo un modello di partenariato pubblico-privato – specifica Marco Taisch, che ne sarà il presidente – sarà un centro di competenza di rilevanza internazionale per il settore manifatturiero in grado di fornire alle imprese i servizi necessari (dall’orientamento alla formazione, dalla ricerca applicata al trasferimento tecnologico) che consentano loro di affrontare la digitalizzazione 4.0 dei processi produttivi. Le aziende che si rivolgeranno a MADE saranno quindi supportate in un percorso di crescita che consentirà loro di “toccare con mano” le soluzioni già attualmente disponibili per migliorare la loro competitività.”

Daniele Bonecchi

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Commenti all'articolo

  • verypeoplista

    verypeoplista

    20 Gennaio 2019 - 15:03

    Egregio Bonecchi, quando si parla di Industria 4.0, io credo, si debba essere più esaustivi in termini di sistema Italia e non "esclusivi" dell'università più vicina. I Competence Center italiani, definiti dalla apposita legge Renzi del 2015 e poi alla conseguente scelta( via analisi requisiti) del Mise a giugno del 2018 da parte di Calenda sono otto:Pol. Torino(Manufactoring4.0), Politecnico di Milano (Made in Italy 4.0), Alma Mater Un. Bologna (Bi Rex), Scuola sup. S.Anna di Pisa (Artes 4.0) Univers. Padova (Smact), Federico II° di Napoli (Industrie 4.0), Sapienza di Roma (Cyber 4.0), CNR (Start 4.0). Fuori gioco sono state : il Centro siciliano di fisica nucleare per mancanza di requisiti e Università di Catania per punteggio raggiunto insufficiente. Nell'ambito di questi poli (HUB) si articolano territorialmente le iniziative pubblico-privato per l'implementazione 4.0.

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