Se una città come Monza ri-scopre la sua architettura moderna

Camillo Magni, edificio residenziale Largo Esterle (foto via ordinearchitetti.mb.it) <br />
A Monza, tra gli anni Trenta e gli anni Settanta, hanno lavorato con più interventi nomi importanti dell’architettura italiana e internazionale: Angelo Mangiarotti, Gio Ponti (suo il centro di produzione Rai nel parco, oggi abbandonato), Luigi Caccia Dominioni, Alberto Rosselli, Piero Portaluppi solo per citarne alcuni. Come ricorda Alessandra Coppa, Monza a partire dal secondo Ottocento (a lungo città d’elezione dei Savoia) vive una “irresistibile espansione” che la porta ad essere una capitale dell’industria e della innovazione. La prima linea ferroviaria per Milano inaugura nel 1840, nel 1923 debutta la prima Biennale e Internazionale delle Arti decorative e moderne, nel 1945 la Mostra internazionale dell’Arredamento, antesignana del Salone del Mobile. I cantieri si moltiplicano, l’architettura industriale, pubblica, e privata vive episodi di “rottura consapevole” (Stefano Boeri) trasformando una città antica, in cui avevano attecchito l’Ottocento e il Liberty, in un capoluogo appunto moderno, elegante, ricco di intuizioni per futuri sviluppi che in verità non sempre, poi, sono stati realizzati. Riscoprire oggi una ricchezza che è anche capacità di progetto futuro, mentre metropoli e territori medio piccoli si interrogano sulle necessarie trasformazioni del futuro, è un buon punto di partenza.
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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"