La copertina del Foglio Review, raccontata da Marianna Tomaselli

L'illustratrice che l'ha disegnata ci racconta la storia della cover del nuovo numero del magazine del Foglio, in edicola da sabato 31 ottobre   

30 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 08:48
Immagine di La copertina del Foglio Review, raccontata da Marianna Tomaselli
Qual è il processo creativo che l’ha portata a illustrare la cover del Foglio Review, dal titolo “Anne Carson 2026”?
Non conoscevo Anne Carson prima della vittoria del Nobel. Quando mi è stato chiesto di realizzarne un ritratto, ho iniziato a documentarmi, partendo dai suoi scritti e dalle sue poesie per poi passare alle fotografie. Emerge subito una personalità fortissima e ironica. Mi ha fatto molto sorridere la sua espressione nelle immagini dopo l’annuncio del premio, così come il racconto di lei in Islanda ad ascoltare il vento quando ha ricevuto la notizia.
Per ritrarre Anne Carson è partita da un’immagine presistente (una foto o altro)?  Come ha scelto la postura della scrittrice e dei dettagli? 
Ho cercato di trasferire nel disegno proprio i tratti della sua personalità che mi hanno colpita. Pur mantenendo una posa istituzionale, ho voluto far emergere la sua stravaganza attraverso l’abbigliamento, gli occhiali rossi, iconici e fortemente caratterizzanti e le scritte disordinate sullo sfondo. È un po’ così che immagino il suo processo creativo: libero, fatto di appunti e pensieri che si intrecciano. Sono partita da una fotografia esistente, reinterpretando i colori, i capelli e gli occhiali per mettere in risalto la personalità che avevo percepito.
Come ha lavorato dal punto di vista del colore e della risoluzione grafica? 
Ho scelto un colore tenue per lo sfondo, in modo da far risaltare i rossi, che diventano gli accenti visivi attraverso cui raccontare la sua personalità. Gli occhi si intravedono appena e il trattamento è volutamente sporco e imperfetto: un modo per avvicinarmi a ciò che sento nel suo lavoro, così umano e personale.
Quali sono i riferimenti artistici che la ispirano nel suo lavoro? 
Sono sempre alla ricerca di nuovi spunti, tendenze e immagini. La mia principale fonte d’ispirazione, però, rimane la grafica e l’illustrazione vintage, soprattutto quella tra gli anni Quaranta e Sessanta.