festa dell'ottimismo
Nordio: "Il caso Garlasco mostra quanto il nostro sistema processuale sia demenziale"
"Sul sistema correntizio la penso esattamente come la pensavo prima. La riforma che volevamo è stata bocciata dagli italiani. Quindi, se adesso il sistema continua ad essere quello di prima, questo risponde alla volontà degli italiani", dice il ministro della Giustizia
10 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 14:36
"Garlasco? Dimostra quanto il nostro sistema processuale sia demenziale". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio alla Festa dell'Ottimismo del Foglio, intervistato da Ermes Antonucci. "Quasi banale dire che non posso e non devo pronunciarmi su processi in corso, così come quelli passati", osserva Nordio, sottolineando che in linea generale "questa vicenda dimostra quanto sia obsoleto e contraddittorio il nostro sistema processuale penale, che avremmo cercato di cambiare. Se come dice la legge si può essere condannati al di là di ogni ragionevole dubbio, il primo imputato della vicenda, Alberto Stasi, era stato assolto una volta, una seconda, e poi alla fine senza rifare processo ex novo è stato condannato sulla base di stesse prove per cui era stato assolto due volte". Tutto ciò, secondo il ministro, evidenzia un "sistema demenziale".
Rimaniamo sempre sulla cronaca e si arriva a Padova, dove negli ultimi giorni si parla di una camera arbitrale islamica che afferma di voler risolvere controversie civili e commerciali su base dei principi della Shari'a, con un effetto giuridico simile a quello delle sentenze. È compatibile con nostro ordinamento giuridico? "La magistratura padovana ha avviato indagine, ho massima fiducia su come risolverà il caso", dice Nordio. "La legge italiana è un principio non negoziabile, e l'idea che sia introdotto un sistema processuale alternativo ispirato non solo a legge islamica o altra fonte che non sia la costituzione, non può essere preso in considerazione".
"Sul sistema correntizio la penso esattamente come la pensavo prima", assicura Nordio. "La riforma che volevamo è stata bocciata dagli italiani. Quindi, se adesso il sistema continua ad essere quello di prima, questo risponde alla volontà degli italiani. Poi sarà affar loro regolare i rapporti di forze tra varie correnti e tra varie componenti del Consiglio superiore della magistratura", ha detto.
Il risultato del referendum però non ha impedito al ministero di intervenire sull'efficientamento della giustizia. Un po' di numeri: "Nel settore civile c'è stata una riduzione del 50 per cento della definizione dei processi, nel settore penale un calo del 38 per cento rispetto al 2019, poi un abbattimento del 93 per cento nel target intermedio dello smaltimento degli arretrati, il 90 per cento dell'abbattimento delle pendenze civili. Inoltre – prosegue Nordio – abbiamo stabilizzato più di 10 mila persone nel settore giustizia, colmando l'organico magistrati: risultati che non appaiono nei giornali ma è bene che si sappiano. È un grande merito della magistratura, ma anche nostro".
In Parlamento sono fermi da tempo interventi legislativi sulla prescrizione, così come la riforma del sequestro degli smartphone. E la conclusione della legislatura si avvicina. "Penso che saranno approvate, si troverà un accordo", risponde, ottimista, Nordio.