Luigi Di Maio: "Con Meloni l'Italia può giocare un ruolo nel Golfo. Conte sbaglia su Kyiv"

L'inviato speciale per il Golfo persico dell'Ue alla festa del Foglio: "La presenza di Giorgia Meloni tra i paesi del Golfo lo scorso dicembre è stato uno degli eventi più sottovalutati della politica estera italiana". E avvisa il campo largo: "Sull'Ucraina cadono i governi, italiani hanno diritto alla stabilità"

10 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 17:36
"La presenza di Giorgia Meloni tra i leader dei paesi del Golfo lo scorso dicembre è stato uno degli eventi più sottovalutati della politica estera italiana". Lo ha detto Luigi Di Maio, rappresentante speciale dell'Unione europea per il Golfo, alla Festa dell'ottimismo del Foglio a Firenze. Parlando della politica estera del governo Meloni, l'ex ministro degli Esteri dice: "Non devo spiegare quanto io e Meloni siamo stati distanti. Ma era in quell'incontro era l'unica invitata in tutto il mondo insieme a sei monarchie sunnite. Ovviamente non serviva questo per dimostrare l'importanza dell'Italia nella regione, ma la leadership dell'Italia è molto apprezzata". Secondo Di Maio per due fattori: "Il primo è che la presidente Meloni ha capito il valore dei rapporti personali e il secondo è la stabilità di questo governo, che ha permesso di avere lo stesso presidente e lo stesso ministro. Ci sono tutti i presupposti. Ma l'Italia non agisce solo con soft power, è stata capace di dispiegare strumenti militari di difesa".
Parlando della politica internazionale, della guerra in Iran e del ruolo dell'Unione europea Di Maio ragiona sulle relazioni e i ruoli: "Ogni volta che c'è una crisi dobbiamo chiederci come rispondere alle domande che ci fanno i partner in difficoltà. C'è una domanda d'Europa, in quella regione e in giro per il mondo, che noi stiamo sottovalutando. Questo è quello per cui bisogna essere ottimisti. La domanda di Unione europea, con anche il Regno Unito, guarda alla ricerca di diplomazia, difesa, sicurezza e resilienza. Tre cose sulle quali fare i compiti a casa e decidere come stati membri cosa fare".
Dalla politica estera a quella interna. A proposito di Beppe Grillo e l'accusa che ha mosso a Giuseppe Conte di aver "snaturato" il Movimento, Di Maio dice: "Anche quando ero leader io sono stato accusato di averlo snaturato. Processo naturale. Ma la vera questione è su quello che il partito pensa legittimamente oggi. Per questo me ne sono andato e per la questione Ucraina", dice. "Questo argomento sarà molto dirimente sia per gli elettori sia per le interazioni all'interno del centrosinistra. L'approccio è cambiato perché si è deciso che il Movimento dovesse appartenere strutturalmente al centrosinistra italiano".
A proposito della possibile futura politica estera di un governo di centrosinistra, Di Maio commenta il disaccordo dei partiti sull'Ucraina. "Tutti ci auguriamo che in centrosinistra trovi un accordo, ma dobbiamo augurarci che qualsiasi compromesso si trovi sia in grado di rispondere a una domanda: non se l'Italia mandi armi, ma se l'Italia pone veto o vota a favore a Bruxelles? O esce dalla stanza come Ungheria o Repubblica Ceca?". Secondo Di Maio è questo il tema, perché "su questa cosa cadono i governi".
E continua Di Maio: "Dal mio punto di vista è giustissimo andare alle primarie se non chiaro come scegliere il leader. Quello che stanno facendo Schlein e Conte è provare a costruire un metodo per fondare il centrosinistra. Il centrodestra è stato avvantaggiato dal lavoro di Berlusconi che ha fatto anni fa. Quindi buona fortuna a tutti noi, sulla questione delle primarie sarà molto interessante vedere le regole". Chi voterebbe, Elly Schlein o Giuseppe Conte? "Non sono chiamato a votare alle primarie", scansa l'ex ministro.