Per chi suona la campanella. Il nuovo numero del Foglio europeo

Venerdì 4 settembre esce il nuovo numero del mensile a cura di Paola Peduzzi dedicato al rientro: dal diritto allo studio dei minori non accompagnati rimasti a Ceuta al modello britannico delle Academies. Ma si parla anche dell'allargamento europeo a est e del prossimo discorso di von der Leyen sullo stato dell'Unione. Ecco le storie, le interviste e gli appuntamenti che trovate questo mese in edicola

4 SET 26
Immagine di Per chi suona la campanella. Il nuovo numero del Foglio europeo

Un dettaglio della copertina del Foglio Europeo n.17

Da venerdì 4 settembre è in edicola il nuovo numero del mensile del Foglio a cura di Paola Peduzzi. Lo trovate in edicola e in digitale qui, oppure al sito in inglese e in italiano qui. Ecco le storie, le interviste e gli appuntamenti di questo mese. 
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È arrivato settembre, indaffarato, a volte crudele, pieno di buoni propositi. Questo numero del Foglio Europeo è dedicato al rientro, le illustrazioni di “Per chi suona la campanella” sono, come sempre, di Paolo Beghini.
Per raccontare il rientro a scuola abbiamo scelto alcune storie. La prima riguarda le ragazze di Ceuta, quelle arrivate nel mezzo dell’estate dal Marocco e rimaste lì, senza genitori. Sono state ospitate in alcune scuole, che però ora sono state sgomberate perché i ragazzi e le ragazze che abitano a Ceuta devono tornare sui banchi. Paola Peduzzi scrive che nessuno pensa al diritto allo studio di questi minori non accompagnati che sono rimasti nell’exclave spagnola, in mezzo a violenze e pasticci politici, e disegnano sogni e tristezze. William Ward ci porta nel sistema scolastico britannico, da cui anche il continente europeo prende ispirazione, e in particolare nelle Academies, che spesso accolgono studenti delle classi sociali meno agiate. Sono scuole severissime dalle performance eccezionali. Ester Viola mette a confronto il principe teenager inglese George con suo padre William e ci spiega come è cambiata l’educazione dei reali. Assia Neumann Dayan ha studiato i parchi giochi europei, li ha confrontati con quelli italiani, ricavando così un racconto preciso non solo di come giocano i bambini europei, ma di come sono i loro genitori.
Ospitiamo anche lo splendido essay di un autore europeo che amiamo molto, Robert Menasse, che analizza un tema di cui si è parlato molto da ultimo: l’allargamento. Menasse si occupa dell’allargamento europeo a est, nei Balcani occidentali, e dei suoi paradossi. Luciana Grosso è stata in Islanda e va a fondo del “no” al referendum per la riapertura dei negoziati di adesione con l’Ue: no, non c’entra solo la pesca. A proposito di isole: Filippo Lubrano è stato a Malta, ci ha fatto un reportage economico-tech e del talento di giocare in anticipo dei maltesi. Poi certo, c’è quell’ombra enorme dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia: gli esecutori del suo assassinio sono stati condannati, il presunto mandante è stato invece scagionato proprio in questi giorni.
La prossima settimana si celebrano i 25 anni (25!) dall’attentato alle Torri gemelle a New York, l’11 settembre del 2001. Marco Bardazzi ha avuto una bella conversazione con Max Bergmann, un analista che conosce bene le relazioni internazionali e che ci spiega come si è passati dalla solidarietà europea di allora al matrimonio senza amore che è rimasto tra le due sponde dell’Altlantico. Flaminia Bussotti, che ci scrive da Berlino, racconta le case dell’esilio americano di Thomas Mann, a Los Angeles: è un buon modo per ricordare le battaglie democratiche che hanno scandito e salvato l’occidente.
A Kyiv, Kristina Berdynskykh è andata al funerale di Oleksii Yukov, il “cercatore di anime”. Tempo fa, Kristina lo aveva cercato per intervistarlo, lui le aveva detto che non poteva spostarsi dal Donbas, dove da anni andava alla ricerca dei corpi e dei resti dei corpi dei soldati ucraini uccisi dai russi per poterli riconsegnare alle loro famiglie. Yukov non diceva “corpi”, diceva “anime”, e ha permesso a molti ucraini di dare sepoltura ai loro cari. All’inizio di agosto è stato ucciso da una mina.
A Bruxelles, David Carretta ci anticipa l’agenda delle istituzioni europee di settembre: c’è molta attesa per il discorso sullo Stato dell’Unione di Ursula von der Leyen e anche del suo ospite d’onore, il premier canadese Mark Carney.
Infine Livia Chiriatti ci porta a curiosare negli eventi culturali sparsi per l’Europa, partendo dall’arazzo più chiacchierato di questo rientro.
Buona lettura.