Il governo di lunga vita. Ma che ci ha fatto, con tutto quel tempo? Ascolta il Foglio daily

Il governo Meloni batte il record del Berlusconi II: è il più longevo della storia repubblicana. Ma la stabilità è un mezzo, non un fine. Promossi o bocciati? Il bilancio di Claudio Cerasa

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Il governo Meloni si è insediato il 22 ottobre 2022. Oggi sono 1.413 giorni, esattamente un giorno in più di quanti ne durò il secondo governo Berlusconi, che fino a ora deteneva il record di longevità. Poi c'è il bilancio, ed è quello che oggi prova a fare il direttore Claudio Cerasa oggi sul Foglio. Trasformare la stabilità in un sinonimo di italianità non è poco, scrive, in un'Europa dove i primi ministri cadono con la stessa velocità con cui un tempo in Italia si cambiavano i sottosegretari. E la stabilità si vede nei conti: costo del debito, investimenti dall'estero.
Il problema è cosa ci è stato fatto, con quella stabilità. Con una maggioranza così larga, un'opposizione così debole e una mole di denaro europeo così imponente, è difficile dire che sia stato fatto tutto il possibile. Crescita bassa, pressione fiscale alta, debito alto, produzione industriale fiacca, energia tra le più care d'Europa, nessun tempismo su nucleare e rinnovabili. La stabilità è diventata italianità. Restava da trasformarla in fecondità.
Ma questi, dice però Cerasa, non sono stati anni ordinari, e vanno giudicati con la lente della straordinarietà. La difesa dell'Ucraina, prima di tutto: l'Italia non ha fatto tutto il necessario, ma ha fatto il sufficiente per stare «dalla parte giusta della storia». E a cascata quella scelta ha spinto il governo su posizioni più europeiste di qualsiasi previsione: Fitto vicepresidente della Commissione, la rottura del memorandum con Pechino, e ogni volta che c'era da scegliere tra i Maga e l'Europa, la scelta è stata l'Europa.
Il voto finale, scrive Cerasa, non è alto. Ma è positivo. Ne parliamo con lui.