Lavitola, Ranucci e Report. Dalla bomba d'amore alla guerra di poltrone. Ascolta il Foglio daily

Valter Lavitola ha confessato: la bomba nell'auto di Sigfrido Ranucci l'aveva fatta piazzare lui, che di Ranucci era amico. Il conduttore non è indagato, ma la Rai gli ha tolto Report e gli ha offerto il Cairo. Lui ha rifiutato e prepara il ricorso. Ne parliamo con Carmelo Caruso

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Torniamo su una delle notizie più discusse di questo agosto: non la crisi migratoria a Ceuta, né i tanti incendi, dalla Spagna alla Francia – il 2026 è già l'anno peggiore dell'ultimo quindicennio per diversi Paesi europei, per superficie bruciata – né l'esondazione tra Nepal e Tibet, ma l’inchiesta sull’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. Valter Lavitola ha confessato: la bomba nell'auto del conduttore di Report l'aveva fatta piazzare lui, che di Ranucci era amico. Il conduttore non è indagato, ma la Rai gli toglie Report e gli offre di andare al Cairo come corrispondente. Lui rifiuta e prepara il ricorso. Senza addentrarci troppo nelle speculazioni delle ultime ore, guardiamo ai subbugli di Viale Mazzini e chiediamoci come si arriva da una “bomba d'amore” a una guerra di poltrone. Ne parliamo con Carmelo Caruso, che sul Foglio segue la vicenda da settimane: il bistrot, le chat, le manovre...
Per dieci mesi quell'attentato è stato il simbolo del giornalista sotto tiro. Poi si scopre che il mandante era l'amico che gli cucinava le vongole. Chi ci ha rimesso di più: Ranucci o l'idea stessa di giornalismo d'inchiesta in Italia?
Anziché salvare Report bisognerà salvare il garbo, il mestiere da giornalista. La battaglia di Ranucci contro la Rai si è trasformata in una crociata contro la sua allieva, Giulia Presutti, colpevole di tradimento, addirittura cospirazione. Al post dell’inviato di punta di Report, Giorgio Mottola, servirà la penna di Graham Greene. Del giornalismo e delle inchieste non rimane già nulla e quando si dice salvare Report adesso equivale a salvare Report da Report, dai capi autori che trattano con la Rai e in lite tra di loro.
Chi ci sta rimettendo? La Rai, Ranucci…, ci rimettono gli ascoltatori. Una volta nel giornalismo si parlava di “cucina” per intendere la redazione ma adesso la cucina è quella vera, del Cefalù Bistrot di Lavitola, con le vongole sgusciate e i ricci di Carmine (il sostituto di Lavitola al bancone).
Singolare è il dramma della Rai. Se non rimuoveva Ranucci veniva accusata dalla destra di governo ma ora che lo ha rimosso è accusata da Schlein e Conte. Come finirà? In tribunale, perché in Rai il paradiso del dipendente è sempre la pretura. Si diceva con enfasi “c’è un giudice a Berlino”, in Rai c’è sempre un “giudice a Via Teulada”.
 Non è che così la Rai ha regalato a Ranucci proprio il ruolo che forse lui cercava, quello della vittima politica?
 Ranucci è già un eroe, un martire e ripete “il mio popolo”, “il mio popolo”. Rischia anche lui la parabola dell’epurato. Anche l’epurato in Italia stanca, come la carta del filosofo Guido Ceronetti.
 La settimana scorsa scrivevi – ti cito – che “Il diritto di questa tv bizantina prevede che vengano formulate tre offerte a Ranucci” e che “a un eventuale rifiuto (da parte di Ranucci) corrisponderebbe il licenziamento”. Questa ipotesi è ancora sul tavolo?
Ranucci ha ricevuto tre offerte dalla Rai. Gli hanno proposto il ruolo di corrispondente all’estero, al Cairo, il luogo del mondo dove poter raccontare questo mondo esploso, ma Ranucci ha rifiutato. Antonio Caprarica, il corrispondente Rai da Londra, un monumento della Rai, racconta che solo in Italia fare il corrispondente, il sogno di ogni giornalista, è un ripiego e serve a compensare e risolvere i guai aziendali.
E poi c'è la “minaccia” di Sigfrido: ha fatto sapere ai colleghi di avere “le chat di tutti”. Un'arma o piuttosto la confessione di dove sta davvero il potere di un conduttore in Rai?
Ranucci, Report e il telefono… Renzo Arbore ci avrebbe già fatto un programma: “Quelli del tritolo”, al posto di “Quelli della notte”.
C’è il telefono di Lavitola con i suoi messaggi cancellati pochi giorni prima dell’attentato e c’è il telefono di Ranucci che è il vero pozzo italiano, la caverna di Ali babà. Mettete il turbante a Lavitola e date un cammello a Ranucci e avrete un Report nel deserto, il film di questa estate al crepuscolo.