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Alla scoperta di un’Europa che non ti aspetti. Il nuovo numero del Foglio Europeo
Venerdì 7 agosto esce il nuovo numero del mensile del Foglio a cura di Paola Peduzzi, che prova a raccontare l'Europa con un filtro felice nonostante l'estate accidentata. Ecco le storie, le interviste e gli appuntamenti che trovate questo mese in edicola
7 AGO 26

La copertina del Foglio Europeo n.16
Da venerdì 7 agosto è in edicola il nuovo numero del mensile del Foglio a cura di Paola Peduzzi. Lo trovate in edicola e in digitale qui, oppure al sito in inglese e in italiano qui. Ecco le storie, le interviste e gli appuntamenti di questo mese.
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La ricerca della felicità è un concetto tipicamente americano, è nella Costituzione degli Stati Uniti, è la sintesi di un ottimismo pragmatico, a tratti ingenuo, che a volte, da questa parte dell’Atlantico, guardiamo con tormentata supponenza. Per una volta, abbiamo provato a usare il filtro felice per raccontare l’Europa, e lo abbiamo fatto in questa estate invero accidentata di temperature infernali, di incendi apocalittici, di sconfinamenti di missili russi, di minacce trumpiane, di migranti, di solidarietà interrotte. Per questo è stato ancora più sorprendente, e in parte rassicurante, scoprire l’eccellenza tecnologica di Barcellona nei satelliti, raccontata da Juan López Córcoles; la trasformazione di Porto da quando è diventata un hub turistico, raccontata da Massimiano Bucchi; e le università della Baviera che creano una convergenza virtuosa con gli investimenti nella difesa, raccontate da Gabriel Bub. Abbiamo chiesto ad alcuni giornalisti europei di raccontare i loro posti del cuore: Giulio Silvano ha cercato Zoya Sheftalovich, che lavora a Politico, che ha scelto come luogo del cuore la città in cui è nata, Chernivtsi, che è nella nostra amata ed europeissima Ucraina. Zoya dice una cosa molto bella mentre descrive la sua città: è un’Europa in miniatura, tenace, colta, cosmopolita.
Ecco, contro i perenni piagnistei che accompagnano la storia europea, contro le crepe che si aprono di continuo nella nostra convivenza, siamo andati alla ricerca di questa tenacia, di questa cultura, di questo cosmopolitismo. Ci ha aiutato Giuliano da Empoli, che riprende la storia di Jean Monnet e ci porta a immaginare un nuovo modo – efficace, ordinato, bello – di vivere europeo.
Micol Flammini è andata in Ucraina, è arrivata a Kherson, poi è salita a Kyiv ed è scesa a Odessa. Sulla strada verso Kyiv si è fermata a Pobuzke, dove nell’epoca sovietica era custodito l’arsenale nucleare ucraino. Oggi c’è un museo, il suo custode Viktor ha accompagnato Micol in giro per le varie stanze, anche quella che sta più in profondità, dove si facevano le esercitazioni ogni giorno sull’attivazione dei codici che avrebbero potuto scatenare la Terza guerra mondiale. Nel 1994, con il Memorandum di Budapest, l’Ucraina consegnò il suo arsenale alla Russia, che diede assieme ai paesi occidentali garanzie che i confini e la sovranità ucraini sarebbero stati rispettati e mantenuti: è la storia di un inganno.
Omar Bellicini ha intervistato Oleksandr Krasovitsky, fondatore di una delle più importanti case editrici ucraine, che si chiama (un po’ come noi) Folio. Livia Chiriatti ha intervistato Soazig Darnay, responsabile del progetto Fire Wine che studia come i vigneti possono ridurre il rischio di incendi: è rilevante e anche un pochino rassicurante sapere che i filari di viti possono proteggere il nostro continente da uno dei flagelli più devastanti di quest’estate e non solo. William Viney ci racconta l’elezione più pazza del mondo, che si terrà ovviamente in Inghilterra, a Clacton-on-Sea, il 13 agosto: Viney parte dai milkshake per raccontare che impatto hanno avuto sul populismo britannico e su Nigel Farage, il populista in chief del Regno, che ora se la vede nelle urne con un candidato che ha un bidone della spazzatura sulla faccia. Michele Crestani ci racconta il mercato dei fiori armeno per spiegare da un lato l’ambizione europea dell’Armenia e dall’altra tutto quel che la Russia fa per affossare questa ambizione. David Carretta ci racconta le sorprese d’agosto della Commissione europea e Livia Chiriatti, come sempre, ci indica gli appuntamenti culturali più belli dell’estate.
Le illustrazioni sono di Paolo Beghini, che sa sempre come disegnare la nostra idea di Europa.
Buona lettura, buone vacanze, ci rivediamo a settembre.