Perché nel caso Roggero bisogna ascoltare lo stato di diritto e non i social. Ascolta il Foglio daily

La vendetta come impulso umano e lo stato di diritto che non può inseguire i social. Perché la condanna del gioielliere Mario Roggero è già la pena più mite possibile, per legge. L'analisi di Gian Domenico Caiazza sul Foglio.

20 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 12:24
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Matteo Salvini con una maglietta dedicata a Mario Roggero, con scritto "Grazia subito", alla festa AderLegaFest, Adro (Brescia), 19 Luglio 2026 (Ansa/Nelson Hasanpapaj)

La politica discute da giorni del caso di Mario Roggero, il gioielliere che ha ucciso due dei tre uomini che avevano appena rapinato il suo negozio, e che è stato condannato a 14 anni e 6 mesi. I giudici gli danno la pena minima possibile, ma c'è chi grida allo scandalo e chiede che sia graziato subito. Gian Domenico Caiazza, uno degli avvocati penalisti più autorevoli d'Italia, prova a rimettere le cose al loro posto.