La copertina del Foglio Review, raccontata da Alessandro Ventrella

L'illustratore che l'ha disegnata ci racconta la storia della cover del nuovo numero del magazine del Foglio, in edicola da sabato 27 giugno: un omaggio a Marjane Satrapi

26 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 10:58
Immagine di La copertina del Foglio Review, raccontata da Alessandro Ventrella
La cover della Review di questo mese è un omaggio alla fumettista recentemente scomparsa Marjane Satrapi. L’ha realizzata Alessandro Ventrella che ci ha generosamente raccontato dell’accurato lavoro su questa copertina. 
Qual è stato il processo creativo che l’ha portata a illustrare la cover del Foglio Review, dal titolo “Omaggio a Marjane Satrapi”?
Nella fase iniziale del progetto ho sviluppato diverse proposte, molto differenti tra loro, accomunate però da due elementi centrali: la presenza di Marjane Satrapi in primo piano e un chiaro riferimento all’Iran, alla sua esperienza personale e ai temi che ha continuato a raccontare attraverso le sue opere.
Ho immaginato l’autrice immersa nel suo universo creativo, circondata da disegni, inchiostro, matite e mozziconi di sigarette. Allo stesso tempo, l’ho vista come un simbolo della resistenza e della protesta delle donne iraniane. Nella versione definitiva ho voluto renderle omaggio disegnandola in primo piano: vestito nero, colletto bianco e sigaretta in mano. Dal fumo prendono forma alcune immagini tratte da Persepolis, il suo lavoro più celebre, quasi fossero ricordi, idee e frammenti di una storia (la sua) che continua a parlare al presente.
Come si è rapportato al lavoro di una fumettista come Marjane Satrapi e cosa ha scelto di valorizzare della sua opera? 
La prima cosa che ho fatto, appena conosciuto il tema del numero, è stata tornare a Persepolis. Rivederlo mi ha permesso di entrare nuovamente nel suo immaginario e di riflettere sulla forza del suo racconto. Nell’illustrazione ho voluto valorizzare soprattutto la dimensione storica e politica della sua opera. Le scene che emergono dal fumo richiamano alcuni momenti della graphic novel e raccontano il contrasto tra l’immagine stereotipata dell’Iran vista dall’esterno e la complessità della realtà vissuta dalla sua popolazione. 
Come ha lavorato dal punto di vista compositivo e della scelta cromatica?
Fin dall’inizio ho sentito la necessità di dare il massimo risalto sia alla figura di Marjane Satrapi sia alle scene ispirate a Persepolis. Per questo ho optato per una composizione centrale, costruita lungo un asse verticale che accompagna lo sguardo attraverso l’intera copertina.
Per quanto riguarda il colore, avrei potuto richiamare direttamente il celebre bianco e nero dei suoi fumetti. Ho preferito invece guardare a un altro aspetto della sua produzione artistica, lasciandomi ispirare dai suoi dipinti. Da qui nasce l’idea del rosso, un colore che ricorre spesso anche nel mio lavoro. Lo associo all’idea di protesta, di impegno civile, di lotta per i diritti e di presa di posizione. Mi è sembrato il modo più efficace per restituire l’energia e il significato della copertina, oltre a creare un forte impatto visivo.
Quali sono i riferimenti artistici che la ispirano nel suo lavoro? 
Continuo a essere influenzato da artisti e movimenti che hanno segnato la storia dell’arte e dell’illustrazione. Penso a Schiele e alla Secessione Viennese, ma anche a illustratori come Leyendecker e Norman Rockwell, autori di alcune delle più iconiche copertine del Saturday Evening Post.
Anche in Italia ho avuto importanti punti di riferimento, alcuni dei quali ho avuto la fortuna di incontrare durante il mio percorso di formazione e che hanno contribuito in modo significativo alla mia crescita professionale.
Al di là delle influenze strettamente visive, però, una delle mie principali fonti di ispirazione è la musica. Quando disegno cerco spesso di tradurre in immagini le emozioni che mi trasmette la canzone d’autore.
Infine, guardo anche la realtà che mi circonda: la quotidianità, l’attualità, ciò che accade in Italia e nel mondo. Il lavoro di un illustratore non può prescindere dall’osservazione del presente e dalle trasformazioni della società in cui vive.