Il cinema, l'America e il pil di Crema. Intervista a Luca Guadagnino

Il regista ospite della Festa dell'Innovazione in dialogo con Michele Masneri. Vivrebbe a Hollywood? "Impossibile, perché amo il buon cibo!. Non si può mangiare sempre dell’ottimo giapponese, come faccio quando sono lì. Preferisco stare a casa mia in ciabatte e pigiama a cucinare per il mio compagno"

6 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 17:14
Gli americani? "Oggi più che mai sono cattivi", dice Luca Guadagnino a Venezia, sul palco del Festival dell’Innovazione del Foglio 2026. Sono tutti trumpiani?, gli chiede Michele Masneri. "Non lo so - risponde lui, senza pensarci più di tanto - fatto sta che fanno solo ciò che gli serve", ricordando anche la forte ascesa e l'impatto che hanno avuto personaggi come Zuckerberg e Musk. "In realtà sono loro i vincitori  rispetto a Trump, perché controllano le informazioni e i desideri delle persone. Tutto l’immaginario - aggiunge - è costruito sulla questione della nostalgia, anche la politica. Quando stavo girando Challengers, andavo a vedere Top Gun: Maverik e la gente urlava e applaudiva. L’economia della nostalgia è l’unica merce che si riesce a dominare su tutti i tipi di mercato. Un giorno sarebbe bello fare un film sulla politica italiana e la nostalgia, chissà (ride, ndr)".
"Mia madre è algerina, ho una formazione un po’ apolide, ma il territorio che mi ha sempre affascinato - aggiunge - è stato il cinema, in particolar modo quello americano, che ha un impatto sugli immaginari potentissimo. Lo ebbe su di me, tanto che il mio unico film italiano è Io sono l’amore. In questo momento la situazione è diversa, in America l’economia è molto tesa e gli americani sono pieni di tensioni, si pensi a quello che succede a San Francisco". Vivrebbe a Hollywood? "Impossibile,  perché amo il buon cibo (ride,ndr). Non si può mangiare sempre dell’ottimo giapponese, come faccio quando sono lì. Preferisco stare a casa mia in ciabatte e pigiama a cucinare per il mio compagno". "Una mansion”, dice Masneri. “No - precisa lui - una casa di campagna che se fosse a Los Angeles sarebbe un monolocale".