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Il viceministro Leo: “Nessuna stretta sulle tasse. Più incentivi a chi investe e assume”
Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, in un messaggio al festival dell'economia del Foglio, difende la linea del governo: la pressione fiscale cresce per effetto di occupazione ed emersione dell’evasione, non per nuovi prelievi. Il decreto fiscale amplia l’iper-ammortamento e rinvia alcune misure, mentre la riforma entra nella fase finale
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28 MAR 26
Il Viceministro dell’economia Maurizio Leo (Mauro Scrobogna / LaPresse)
Il nuovo decreto fiscale approvato dal Consiglio dei ministri introduce una serie di interventi mirati su imprese, commercio e semplificazioni tecniche, mentre il governo rivendica la coerenza della propria linea: ridurre il carico fiscale, nonostante una pressione fiscale in crescita. È quanto emerge dall’intervento del viceministro dell’Economia Maurizio Leo.
Le novità del decreto
Tra le principali misure contenute nel provvedimento spicca l’estensione dell’iper-ammortamento, che potrà essere applicato anche agli investimenti effettuati al di fuori dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo. Una scelta che punta a sostenere la competitività delle imprese italiane in un contesto sempre più globale.
Prevista inoltre la proroga fino al 30 giugno 2026 della soglia dei 2 euro per i pacchi di valore inferiore a 150 euro. La decisione risponde sia alla necessità di adeguare le procedure informatiche sia all’esigenza di coordinarsi con una futura direttiva europea che potrebbe introdurre un dazio da 3 euro, evitando così sovrapposizioni.
Il decreto interviene anche sul settore turistico, con il rinvio al 1° maggio dell’applicazione della ritenuta per le agenzie di viaggio, e corregge il regime dei dividendi eliminando la tassazione piena per le partecipazioni sotto determinate soglie.
Pressione fiscale in aumento, ma “le tasse non crescono”
Sul tema della pressione fiscale, salita al 43,1%, Leo invita a distinguere tra aumento del prelievo e dinamica del rapporto tra entrate e PIL. L’incremento, spiega, è dovuto a fattori come maggiore occupazione, migliori rendimenti finanziari e soprattutto ai risultati della lotta all’evasione fiscale, che hanno fatto crescere il gettito.
“Non significa che abbiamo aumentato le tasse”, sottolinea il viceministro, ricordando gli interventi a favore dei redditi medio-bassi e del ceto medio, tra cui il taglio del cuneo contributivo e fiscale fino a 40mila euro.
Imprese e fisco: incentivi legati a investimenti e occupazione
Sul fronte delle imprese, il governo conferma la linea di superamento dell’ACE, sostituita da strumenti più mirati. Tra questi, l’Ires premiale e il rafforzamento dell’iper-ammortamento.
L’obiettivo, spiega Leo, è premiare chi investe e assume: una strategia che potrebbe tradursi, compatibilmente con le risorse disponibili, anche in una futura riduzione dell’aliquota Ires. “Chi più assume, meno paga” resta il principio guida.
Riforma fiscale, verso il completamento
Il viceministro definisce la riforma fiscale in corso come “epocale”, paragonandola a quelle degli anni Cinquanta e Settanta. Il percorso è già avanzato: adottati 18 decreti legislativi e sei testi unici, tra cui quello sull’Iva.
Tra i prossimi passi, il Testo unico delle imposte sui redditi, già approvato in prima lettura e ora all’esame del Parlamento.
La riforma si fonda su quattro pilastri: certezza del diritto, semplificazione, contrasto all’evasione e riduzione del carico fiscale. Tra gli strumenti chiave, il concordato preventivo biennale — che ha già coinvolto circa 200mila contribuenti — e l’adempimento collaborativo per le grandi imprese.
Resta però il nodo delle risorse. “Confidiamo di reperirle per portare a termine il progetto”, conclude Leo, rivendicando una strategia che punta a rendere il sistema fiscale più equo e favorevole alla crescita.
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