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Il Csm diventa rosso: le correnti di sinistra eleggono ben 11 togati su 20. Il crollo di Mi
All'elezione dei componenti togati del prossimo Consiglio superiore della magistratura, Md e Area ottengono 11 seggi. Crolla Magistratura indipendente, che passa da 7 a 4, mentre tiene Unicost. L'ex sottosegretario Cosimo Ferri verso l'incredibile ritorno al Csm
30 OTT 26

Il prossimo Consiglio superiore della magistratura sarà tinto di rosso. Si è infatti concluso lo spoglio dei voti espressi domenica e lunedì dai magistrati per l’elezione dei venti togati che andranno a sedere a Palazzo Bachelet nella nuova consiliatura. Il risultato è netto, seppur in attesa di ufficialità: trionfo delle correnti di sinistra Magistratura democratica e Area, che insieme ottengono ben 11 consiglieri su 20, caduta rovinosa per la corrente conservatrice Magistratura indipendente, che scende da 7 a 4 consiglieri, conferma per la centrista Unicost con 4 togati. Infine, a meno di sorprese dell’ultim’ora, il ritorno al Csm di Cosimo Ferri come consigliere indipendente. In attesa, dunque, che i partiti di maggioranza e opposizione trovino l’accordo per eleggere i dieci componenti laici, la nuova consiliatura del Csm prende già una forma ideologica molto chiara, con la vittoria delle correnti più di sinistra. Anzi, proprio questo risultato potrebbe incidere pesantemente sulle trattative fra i partiti: Pd, M5s, Avs e Italia viva hanno rivendicato un componente laico in più (da 3 a 4) rispetto alla passata elezione, chiedendo al centrodestra di scendere da 7 a 6 laici. Ma di fronte all’exploit delle “toghe rosse”, è ancora più probabile che la richiesta sarà rinviata al mittente.
La batosta più grande per Magistratura indipendente (Mi) è arrivata nel collegio di legittimità, dove sono risultati eletti Giovanni Nardecchia (1.759 voti), sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione, candidato del movimento Autogoverno diffuso, collegato a Magistratura democratica, ed Egle Pilla, giudice in Cassazione e candidata di Area, che ha avuto 1.710 preferenze. Primo dei non eletti, per un soffio (1.704 voti), proprio Salvatore Casciaro, candidato di Mi ed ex segretario generale dell’Anm. Una sconfitta bruciante, anche perché determinata soprattutto dall’ottimo risultato ottenuto da Luisa De Renzis (996 voti), candidata indipendente ma molto vicina a Mi, in particolare alla componente che fatica a riconoscersi nella nuova via intrapresa dalla corrente, concretizzatasi con l’elezione di Giuseppe Tango a presidente dell’Anm. Tango viene ritenuto da molti colleghi di corrente troppo schiacciato sulle posizioni dei gruppi di sinistra. Non è un caso che, proprio poche ore dopo la sua elezione al vertice dell’Anm, Mi ha vissuto uno scossone, con le dimissioni di Claudio Maria Galoppi da segretario generale.
L’unico candidato di Mi a ottenere un ottimo risultato è stato Stefano Buccini, pm a Venezia, il più votato nel proprio collegio di riferimento. Per la corrente conservatrice sono poi stati eletti al Csm i giudici Maria Ilaria Romano, Ernesta Occhiuto e Maria Tiziana Balduini, quest’ultima in attesa di ufficialità.
Successo per la corrente di sinistra Area democratica per la giustizia, che porta al Csm ben sette candidati: Egle Pilla (giudice in Cassazione), Eugenio Albamonte (sostituto procuratore alla Dna ed ex presidente dell’Anm), Gianluca De Leo (pm a Palermo) e i giudici Ilaria Casu, Chiara Gallo, Roberto Arata e Cristina Ornano, con gli ultimi due in attesa di conferma da parte della commissione elettorale centrale della Cassazione.
Il fronte di “sinistra” si rafforza con i tre candidati eletti nelle file del movimento Autogoverno diffuso, collegato a Magistratura democratica: Giovanni Nardecchia (Cassazione), la pm Roberta Amadeo e il giudice Pier Paolo Lanni. A questi si aggiunge Glauco Zaccardi (giudice a Cassino), diretto esponente di Md.
Se Unicost conferma la sua presenza con quattro togati (il pm Giuliano Caputo e i giudici Valeria Ciampelli, Pietro Indinnimeo e Daniela Monaco Crea), l’altra vera sorpresa è rappresentata dal ritorno al Csm di Cosimo Ferri (ex sottosegretario alla Giustizia ed ex deputato di Iv), che dovrebbe riuscire a ottenere il seggio con i resti proporzionali. Ferri fu tra i protagonisti dell’ormai celebre notte all’Hotel Champagne da cui deflagrò lo scandalo Palamara nel 2019.
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Classe 1991, abruzzese d’origine e romano d’adozione. E’ giornalista di cronaca giudiziaria e politica giudiziaria. Ha scritto "I dannati della gogna" (Liberilibri, 2021), "La repubblica giudiziaria" (Marsilio, 2023), "Massacro giudiziario" (Liberilibri, 2026), "Nicola Gratteri. Biografia non autorizzata" (Amazon, 2026). Su Twitter è @ErmesAntonucci. Per segnalazioni: [email protected]
