L’Anm ammette l’errore sugli arretrati dei magistrati, ma non fino in fondo

Il presidente Tango conferma che l’associazione deve rifare i conti, ma dice che la media tra stipendi e arretrati è "lontanissima dai 100 mila euro"

24 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 11:28
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Ammettono l'errore, ma non fino in fondo. ''Ci sentiamo già da ora di smentire che i magistrati riceveranno nelle loro buste paga in media 100 mila euro. Anche passando dal 6 al 12 per cento di coefficente, con i calcoli siamo ben lontani da quella cifra''. E' la versione di Giuseppe Tango, presidente dell'Associazione nazionale magistrati (Anm), sul caso relativo all'aumento degli stipendi e dei relativi arretrati verso oltre 11 mila magistrati, in seguito alle sentenze del Consiglio di stato che hanno modificato il metodo di calcolo degli adeguamenti retributivi. Un caso di cui abbiamo scritto sul Foglio e che mostra da una parte o che l'Anm abbia mentito deliberatamente sull'intera vicenda. O che stia continuando a sbagliare completamente le stime. Le parole di Tango confermano l'errore. Il presidente aggiunge che "i nostri calcoli sono stati basati su quello che ci veniva chiesto, cioè sul giudizio di ottemperanza di una sentenza passata in giudicato e sul dpcm del 2021 e non sul secondo dpcm per cui c'è una sentenza ancora impugnabile. Ci ha sorpreso che il governo nonostante la sentenza immediatamente esecutiva non abbia adempiuto al suo debito e ci ha costretto, nostro malgrado, ad andare in ottemperanza''. In ogni caso ''anche tenendo in considerazione il coefficiente del 12 per cento sul secondo dpcm, siamo lontanissimi dalla cifra della media dei 100 mila euro", dice il presidente dell'Associazione nazionale magistrati. Che però continua a non dare una stima precisa, limitandosi a una misurazione relativa ("lontanissimi") per quantificare l'importo che lo stato dovrà versare.
In realtà, come abbiamo ricostruito sul Foglio, nel caso dei magistrati con settima valutazione di professionalità e oltre 30 anni di servizio,  gli arretrati ammontano a 30 mila euro netti (64 mila lordi), a cui vanno aggiunti 10.500 euro netti annui a regime (22 mila lordi) e 32 mila euro di oneri a carico della Pa: in totale fanno 118 mila euro di costo per il bilancio pubblico (superando la stima conservativa “fino a 100 mila euro” pubblicata dal Sole 24 Ore). Senza considerare gli effetti sul Tfr, che nel caso dei magistrati viene calcolato su base retributiva. Insomma l'ammissione di aver commesso un errore alla fine è arrivata. Ma sui conti l'Anm continua a prendere tempo.