l'intervista
"Mussari alla gogna. La commissione d'inchiesta calpesta la legge", dice il suo storico avvocato
Tullio Padovani: “Siamo arrivati al punto in cui il presidente di una commissione d’inchiesta, usurpando i poteri che gli sono riconosciuti dalla legge, si presenta in pubblico e indica una persona come il mandante di un omicidio. Siamo al delirio". Presentarsi in audizione assistito dal legale? "Ipotesi inconcepibile"
22 OTT 26

Giuseppe Mussari (foto LaPresse)
“Sono senza parole. E’ una cosa che supera ogni limite, rappresenta la degradazione del costume. Si resta così basiti da chiedersi in che razza di paese viviamo”. E’ stupefatto, usando un eufemismo, il professor Tullio Padovani, storico legale di Giuseppe Mussari, dopo le accuse lanciate da Gianluca Vinci, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, nei confronti dell’ex numero uno di Monte dei Paschi di Siena, indicato addirittura come mandante dell’omicidio di Rossi. Nel corso di una conferenza stampa, Vinci ha dichiarato che, sulla base degli elementi raccolti, nella morte dell’ex manager di Mps sarebbero coinvolti Giuseppe Mussari, “quale mandante di un’azione di intimidazione che inizialmente non avrebbe dovuto portare alla morte di David Rossi”, e l’ex giocatore di calcio storico fiorentino Gabriele Ceccherelli, “quale soggetto che avrebbe organizzato e scelto le persone da coinvolgere nella fase esecutiva”. “Ma ci rendiamo conto?”, si chiede Padovani, raggiunto dal Foglio. “Siamo arrivati al punto in cui il presidente di una commissione d’inchiesta, usurpando i poteri che gli sono riconosciuti dalla legge, si presenta in pubblico e indica una persona come il mandante di un omicidio, cioè – mi si perdoni l’espressione – lo sputtana di fronte all’universo intero. E poi si spinge a proporre a questa persona di presentarsi in commissione assistito da un avvocato. Siamo fuori da ogni logica. Vorrei che qualcuno mi citasse un precedente anche solo vagamente analogo. Mai vista una cosa così”. “Per giunta – prosegue Padovani, accademico dei Lincei – le accuse contro Mussari si baserebbero sulla testimonianza resa da un soggetto che risulta condannato per calunnia per aver reso false accuse su un omicidio!”.
“La commissione d’inchiesta – aggiunge il legale di Mussari – non è un pubblico ministero, non eleva imputazioni, non stabilisce chi è indagato o imputato. Ha i poteri dell’autorità giudiziaria per accertare i fatti, poi redige una relazione finale e se lo ritiene necessario trasmette atti all’autorità giudiziaria. Invece stiamo assistendo a una situazione che supera ogni paradosso, sia in punto di metodo sia in punto di contenuti”.
Nel merito, Padovani ricorda che “all’epoca l’unica persona con cui Mussari aveva un rapporto di grande amicizia, a cui lui dava del tu, era proprio David Rossi. Non solo. Quando Rossi morì, Mussari ormai non era più niente in Mps, era nel pieno del ciclone giudiziario di Siena ed era sottoposto a intercettazioni. Quindi si vorrebbe sostenere che in un contesto di questo tipo Mussari, che peraltro era un uomo distrutto, vittima di una caccia all’uomo giudiziaria, pur immaginando di essere intercettato avrebbe chiesto a qualcuno di andare a dare una lezione a colui che era il suo migliore amico in Mps. Siamo al delirio”.
Anche madre e figlia di Rossi si sono smarcate dalle parole del presidente della commissione d’inchiesta, dicendosi “attonite” per la scelta di diffondere “nomi e cognomi in questa fase di indagine”. Da parte sua, Vinci ha fatto sapere che sia Mussari sia Ceccherelli saranno convocati non per un’audizione, ma con una nuova formula paragonabile a un interrogatorio, con la possibilità di farsi assistere da un avvocato e di non rispondere alle domande. Professor Padovani, accetterà la proposta e accompagnerà Mussari in commissione? “La sola ipotesi è inconcepibile”.
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Classe 1991, abruzzese d’origine e romano d’adozione. E’ giornalista di cronaca giudiziaria e politica giudiziaria. Ha scritto "I dannati della gogna" (Liberilibri, 2021), "La repubblica giudiziaria" (Marsilio, 2023), "Massacro giudiziario" (Liberilibri, 2026), "Nicola Gratteri. Biografia non autorizzata" (Amazon, 2026). Su Twitter è @ErmesAntonucci. Per segnalazioni: [email protected]
