L’ultima figuraccia dei pm di Firenze: non depositati i verbali di Graviano

A forza di trasformare il processo per calunnia a carico di Baiardo in un processo per mafia contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, la procura di Firenze si è dimenticata di depositare nel fascicolo i verbali del principale testimone dell’accusa: Giuseppe Graviano

22 SET 26
Tradotto con IA
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A forza di trasformare il processo per calunnia a carico di Salvatore Baiardo in un processo per mafia contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, la procura di Firenze si è dimenticata di depositare nel fascicolo i verbali del principale testimone dell’accusa: Giuseppe Graviano. L’attenzione dei pm è infatti tutta rivolta alle “rivelazioni” che Graviano ha fatto (e che vorrebbe ampliare) sui presunti rapporti tra Cosa nostra e Berlusconi. Quanto accaduto ieri a Firenze ha dell’incredibile.
Graviano è collegato in videoconferenza, pronto a essere sentito come testimone. Prima che il pm Lorenzo Gestri inizi le domande, però, arriva la sorpresa. Ascoltando la formula utilizzata in avvio dal pm nel rivolgersi a Graviano, l’avvocato Riccardo Ventrella, difensore di Baiardo, comprende che Graviano è già stato sentito dalla procura di Firenze durante le indagini. Esistono dunque dei verbali delle sue dichiarazioni, ma quei verbali non sono nel fascicolo depositato dal pm all’udienza preliminare. La difesa non ne ha mai avuto notizia.
I pm negano, sostengono di aver depositato i verbali. Ne viene fuori un siparietto tragicomico. L’udienza viene sospesa, i pm si recano in segreteria a controllare, poi tornano in aula e ammettono: i verbali esistono, ma non sono stati inseriti nel fascicolo dell’accusa. La presidente del collegio giudicante, Anna Favi, fa mettere a verbale che, secondo il pm, si è trattato di un “mero disguido nella formazione del fascicolo dell’accusa per l’udienza preliminare”.
Un disguido che, per fortuna, è stato scoperto prima di ascoltare Graviano. Perché se Graviano avesse detto in aula qualcosa di diverso rispetto a quanto dichiarato durante le indagini, la difesa non avrebbe potuto contestargli nulla. Senza conoscere le precedenti dichiarazioni, il controesame sarebbe partito con una mano legata dietro la schiena.
Come risultato, il grande appuntamento con Graviano è saltato. L’udienza è stata rinviata al 2 ottobre. Nel frattempo la difesa potrà finalmente leggere i verbali che avrebbe dovuto avere già a disposizione.
Da mesi il processo Baiardo è diventato una nuova occasione per riportare in aula il capitolo dei presunti rapporti tra Berlusconi, Dell’Utri e Cosa nostra. Graviano è stato presentato come il protagonista di possibili nuove “rivelazioni”, nonostante la sua attendibilità sia stata contestata in altre sedi giudiziarie. E proprio mentre l’attenzione è concentrata sulle sue parole, la procura si dimentica di mettere nel fascicolo le dichiarazioni rese ai magistrati da Graviano, peraltro unico testimone ad aver conosciuto personalmente Baiardo.
Concentrati sull’ennesimo show antimafia a favore di telecamera, i magistrati fiorentini hanno finito così per perdersi la carta più importante: i verbali dell’unico teste che conta. Più che un mero disguido, l’ennesimo esempio di come la ricerca del grande teorema mediatico finisca per far smarrire l’attenzione sulla tutela delle garanzie processuali.