pressioni
Lo Voi con una lettera fa saltare il voto su Delmastro (che alla fine invia ai pm le sue chat)
Il procuratore di Roma ha inviato una lettera al presidente della Camera un'ora prima del voto sulla richiesta di autorizzazione all'uso delle chat di Delmastro. La votazione è stata rinviata, tra le critiche del centrodestra. In serata l'ex sottosegretario ha inoltrato i messaggi alla procura

Ansa
Una forma di pressione nei confronti del Parlamento. Non può essere definita diversamente l’iniziativa della procura di Roma sul caso Delmastro. Giovedì l’Aula della Camera (dopo il parere negativo della giunta per le Autorizzazioni) avrebbe dovuto decidere se autorizzare o meno l’uso delle chat tra l’ex sottosegretario e il ristoratore Mauro Caroccia, indagato per riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Un’ora prima del voto, però, al presidente della Camera Fontana è giunta una lettera in cui il procuratore di Roma Lo Voi richiamava di nuovo la Camera sull’importanza di dare il via libera all’acquisizione delle chat, allegandole in un cd. Il voto è saltato e il presidente della giunta, Devis Dori (Avs), ha deciso di mettere a disposizione dei parlamentari le chat, facendo infuriare la maggioranza. Sperando di far cessare le polemiche, in serata Delmastro ha fatto sapere di aver inviato le chat ai pm.
“Ho provveduto a inoltrare al procuratore Francesco Lo Voi, via pec, la corrispondenza intercorsa relativa alle chat al centro delle polemiche di questi giorni, non avendo alcunché da nascondere”, ha dichiarato in una nota l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. “Spero che ora cessino le inaccettabili strumentalizzazioni di una certa parte politica che ha provato a rimestare nel torbido e ha alzato solo fango, pur non essendo io neanche indagato”, ha aggiunto.
La decisione di Delmastro, tuttavia, non avrà un impatto sulla procedura di autorizzazione in corso in Parlamento, non essendo l’immunità a disposizione del singolo parlamentare. Al massimo, la scelta dell’ex sottosegretario potrebbe indurre la maggioranza a dare il via libera all’utilizzo delle chat.
Intanto, il presidente Dori ha stabilito che i dieci membri della giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio potranno consultare a partire da venerdì mattina la documentazione inviata alla Camera dal procuratore Lo Voi, incluse le chat prodotte dal difensore di Caroccia, contenute in un cd che, si deve presumere, non sia mai stato aperto dallo stesso Lo Voi in quanto non autorizzato a farlo. Dori ha preso questa decisione nonostante l’opposizione della maggioranza, spiegando di avere “il dovere, come presidente, di tutelare il diritto di tutti i membri della giunta di poter prendere visione della documentazione per avere un quadro completo”.
A dire il vero, la lettera di Lo Voi è arrivata alla Camera fuori tempo massimo, addirittura un’ora prima della votazione prevista dalla Camera, seppur anticipata curiosamente la sera prima da alcune agenzie di stampa. E’ stato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, a riferire di aver ricevuto un’ora prima della conferenza dei capigruppo la lettera del procuratore di Roma. L’iniziativa di Lo Voi ha mandato in tilt il calendario dei lavori: il voto in Aula è saltato, la conferenza dei capigruppo ha stabilito il ritorno in giunta della pratica riguardante l’autorizzazione all’uso delle chat, infine il presidente Dori ha preso la decisione di consentire ai componenti della giunta di visionare il cd contenente le chat tra Delmastro (non indagato) e Caroccia.
La decisione ha irritato la maggioranza, che ha chiesto formalmente al presidente Fontana di convocare la giunta per il Regolamento. Dori “avrebbe dovuto almeno attendere la seduta plenaria, essendo in corso un procedimento già definito in giunta e rimesso all’Aula”, ha dichiarato Pietro Pittalis (FI). “Questa fretta serve solo a farne un caso politico – ha aggiunto –, svilendo il ruolo della giunta che dovrebbe essere un organo di garanzia e invece l’ha trasformata in un tribunale politico a uso della minoranza. Non può pensare di ridurre la giunta a una sezione di Avs o del campo largo”. Pittalis ha poi precisato che “a Fontana chiediamo che interpelli Dori e valuti in qualità di presidente della Camera se soprassedere” sulla visione delle chat “in attesa che ci sia un pronunciamento dell’Aula”.
Anche FdI si è unita alla richiesta, sottolineando che la decisione di Dori “crea un precedente”.
A ben guardare, a costituire un precedente non è soltanto la scelta del presidente della giunta per le Autorizzazioni, ma anche il comportamento della procura di Roma. Mai, infatti, si era vista una procura inviare una lettera direttamente al presidente della Camera a pochi minuti dalla votazione dell’Aula, anche considerando che la giunta aveva già svolto la sua istruttoria ed espresso parere contrario a maggioranza contro la richiesta avanzata dalla stessa procura.
Insomma, l’impressione è che il procuratore Lo Voi, prevedendo che anche l’Aula avrebbe negato l’utilizzo delle chat di Delmastro, sia intervenuto per tentare di influenzare la decisione della Camera. Dalla procura negheranno certamente questa impressione, invocando l’importanza per il Parlamento di adottare la sua decisione avendo a disposizione tutto il materiale utile per farlo. Il punto, però, è che il parere negativo all’utilizzo delle chat tra Delmastro e Caroccia non è stato espresso dalla giunta in virtù del contenuto delle conversazioni (che non ha alcuna rilevanza in questo caso), bensì alla luce delle criticità contenute nella stessa richiesta avanzata dalla procura di Roma. Questa, infatti, è stata ritenuta priva dei requisiti di necessità, determinatezza, selettività e proporzionalità imposti dall’articolo 68 della Costituzione, dalle leggi attuative e dalla giurisprudenza costituzionale. La procura farebbe meglio a pensare ai propri errori.
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Classe 1991, abruzzese d’origine e romano d’adozione. E’ giornalista di giudiziaria e studioso della magistratura. Ha scritto "I dannati della gogna" (Liberilibri, 2021), "La repubblica giudiziaria" (Marsilio, 2023), "Massacro giudiziario" (Liberilibri, 2026). Su Twitter è @ErmesAntonucci. Per segnalazioni: [email protected]
