L’indagine su Garlasco è un colabrodo: fughe di notizie continue e impunite

Da un anno si assiste alla più evidente violazione del segreto investigativo di sempre. Tutti gli sviluppi della nuova inchiesta a carico di Andrea Sempio finiscono sui media. Non è più un’indagine, ma un reality

20 GIU 26
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Ansa

Il regno di Napoleone è un colabrodo. Non parliamo dell’imperatore di Francia, ma del procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, che ha riaperto l’indagine di Garlasco sull’omicidio di Chiara Poggi. Da un anno si assiste quotidianamente alla più evidente violazione del segreto investigativo di sempre. Tutti gli sviluppi della nuova inchiesta aperta a carico del nuovo indagato, Andrea Sempio, finiscono sui media. Non è più un’indagine, ma un reality. E nessuno (Napoleone per primo) apre un’indagine per la sistematica violazione dell’articolo 329 del codice di procedura penale, alla faccia dell’obbligatorietà dell’azione penale. Breve cronistoria dello scempio a cui stiamo assistendo. L’11 marzo 2025 l’inchiesta sull'omicidio viene riaperta ufficialmente con la notifica di un avviso di garanzia nei confronti di Andrea Sempio. Nelle ore successive vengono diffusi su alcuni quotidiani i contenuti della principale informativa dei carabinieri alla base della riapertura dell’indagine.
Il 2 aprile vengono anticipate su alcuni media le conclusioni della consulenza disposta dalla procura di Pavia secondo cui sui frammenti di due unghie di Chiara Poggi c’è un dna maschile “perfettamente sovrapponibile” a quello di Andrea Sempio.
Nel mese di maggio succede di tutto: vengono sequestrati a casa di Sempio vecchi diari e cellulari (i suoi legali diranno: “L’abbiamo saputo dalla tv”); il Tg1 manda in onda la fotografia dell’impronta n. 33 rivenuta nelle scale dell’abitazione di Chiara Poggi e attribuita ad Andrea Sempio; vengono diffuse le fotografie dei bigliettini scritti a penna e poi gettati nella spazzatura da Sempio e rivenuti dagli inquirenti; vengono diffusi gli sms scambiati da Paola Cappa, cugina della vittima, con un’amica; la trasmissione “Chi l’ha visto” manda in onda il video inedito della conversazione (intercettata dai carabinieri) tra Stasi e Stefania Cappa in caserma quattro giorni dopo la morte di Chiara. A giugno vengono pubblicate altre intercettazioni penalmente irrilevanti di conversazioni tra le sorelle Cappa.
Il 26 settembre 2025 viene rivelato il contenuto di un biglietto ritrovato a casa dei genitori di Andrea Sempio in cui c’è scritto “Venditti gip archivia per 20-30 euro”. Per mesi si ipotizzerà una tangente di 30 mila euro da parte del padre di Sempio in favore dell’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, per ottenere l’archiviazione della prima inchiesta contro Andrea Sempio: mesi dopo i pm di Brescia accerteranno l’inesistenza di tangenti o condotte corruttive attribuibili all’ex magistrato.
La fuga di notizie continua e si intensifica nel 2026, fino ad arrivare all’apice a partire dallo scorso maggio. Vengono infatti diffusi prima i testi e poi addirittura gli audio delle conversazioni svolte da solo in auto da Andrea Sempio (i famosi “soliloqui”) dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia. Per la procura, le frasi intercettate sarebbero rivelatrici del movente dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa perché avrebbe rifiutato le avance di Sempio. Nei giorni seguenti viene pubblicato il contenuto di altri “soliloqui”, tutti rigorosamente ancora coperti da segreto.
Il 16 maggio viene diffuso l’audio di un’intercettazione telefonica tra Andrea Sempio e la madre, Daniela Ferrari. Quest’ultima, in lacrime, esprime tutto il suo sconforto per le continue accuse e le ricostruzioni televisive che continuano a susseguirsi attorno al nome del figlio. Tre giorni fa, la madre di Sempio ha tentato il suicidio ingerendo una massiccia dose di psicofarmaci (è ora ricoverata in ospedale).
La violazione del segreto investigativo ha raggiunto il suo culmine negli ultimi giorni. Sui programmi televisivi sono infatti state mandate in onda: la videoregistrazione dell’interrogatorio reso da Andrea Sempio ai pm il 6 maggio scorso (l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma è stato costretto ad ascoltare per tre ore le accuse dei pm); la videoregistrazione della deposizione resa da Marco Poggi – fratello di Chiara – come persona informata dei fatti davanti ai pm sempre lo scorso maggio; anche il video della deposizione resa da Alberto Stasi un anno fa al procuratore Napoleone.
La procura di Pavia ha fatto sapere che le indagini a carico di Andrea Sempio sono ancora in corso e prorogate fino al 28 settembre. Lo show andrà quindi avanti. A meno che sulle fughe di notizie qualcuno, come il Guardasigilli Carlo Nordio, decida di intervenire per capire come mai nessuno indaghi sulla costante violazione della legge.