Processo a Milano per Dell’Utri e la moglie: sotto accusa donazioni da 42 milioni

Il rinvio a giudizio deciso dalla gup Giulia Marozzi riguarda otto bonifici ricevuti da Silvio Berlusconi. Contestata la violazione della legge Rognoni-La Torre, mentre cade l’aggravante mafiosa ipotizzata inizialmente dalla procura di Firenze. Prima udienza il 9 luglio

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27 APR 26
Ultimo aggiornamento: 10:47 AM
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Marcello Dell'Utri Foto. Foto LaPresse

Marcello Dell'Utri e la moglie Miranda Ratti sono stati mandati a processo a Milano per la vicenda delle presunte donazioni per circa 42 milioni di euro, in otto bonifici, ricevute da Silvio Berlusconi. A deciderlo è stata oggi la gup Giulia Marozzi. La prima udienza si terrà il prossimo 9 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale. Su una parte delle donazioni è scattata la prescrizione. Nel marzo 2025 il caso era stato trasferito da Firenze a Milano per competenza territoriale in base a una eccezione sollevata dai difensori Francesco Centonze e Filippo Dinacci.
A Dell’Utri viene contestata la violazione della legge Rognoni-La Torre, che impone l’obbligo di comunicare ogni variazione patrimoniale per 10 anni ai condannati per alcuni reati (come il concorso esterno in associazione mafiosa).
Lo scorso luglio, dopo il trasferimento del fascicolo per competenza a Milano, la procura di Milano ha chiesto e ottenuto dal gip la conferma del sequestro di 10 milioni e 840 mila euro già operato nel marzo 2024 nel capoluogo toscano. Poi ha firmato un nuovo avviso di conclusione delle indagini preliminari. Un documento che ricalca quello già prodotto dai colleghi di Firenze che hanno fatto le indagini, ma con l’esclusione di un'aggravante importante, quella mafiosa: nello specifico quella di “aver commesso i delitti di trasferimento fraudolento al fine di occultare la più grave condotta di concorso nelle stragi ascrivibile a Silvio Berlusconi e allo stesso Dell’Utri, per la quale Berlusconi è stato indagato unitamente al medesimo Dell’Utri, sino al momento del suo decesso avvenuto in epoca successiva all’ultima elargizione contestata, costituendo le erogazioni di quest’ultimo il quantum percepito da Dell’Utri per assicurare l’impunità a Silvio Berlusconi”.
In altre parole, a Dell’Utri viene contestata la violazione della legge Rognoni-La Torre ma le accuse (che erano state avanzate dalla procura di Firenze) di aver ricevuto il denaro da Berlusconi per nascondere presunte responsabilità sulle stragi è da tempo stata esclusa dal gup di Firenze e di conseguenza anche dai pm milanesi.