Terremoto tra le toghe moderate: Galoppi si dimette da segretario di Magistratura indipendente

Subito dopo l'elezione di Tango come nuovo presidente dell'Anm, la sua corrente di riferimento perde una delle sue figure di vertice: Claudio Galoppi, figura storica della magistratura moderata, si è dimesso da segretario generale della corrente, con una lettera di fuoco visionata dal Foglio: "Ho constatato mancanza di trasparenza, carrierismi e personalismi"
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30 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 08:54 AM
Immagine di Terremoto tra le toghe moderate: Galoppi si dimette da segretario di Magistratura indipendente

Claudio Galoppi (LaPresse)

Altro che unità. Subito dopo l’elezione di Giuseppe Tango come nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati, la corrente di riferimento del neopresidente, Magistratura indipendente, che nel direttivo dell’Anm ha la maggioranza relativa, perde una delle sue figure di vertice: il segretario generale di Magistratura indipendente, Claudio Maria Galoppi, si è dimesso.
Galoppi ha annunciato le sue dimissioni in una lettera inviata alla presidente di Mi, Loredana Miccichè, che Il Foglio ha potuto visionare. Nella lettera Galoppi utilizza parole durissime nei confronti dei suoi colleghi di corrente: “Ho maturato con sofferenza questa decisione, dopo avere amaramente constatato attorno a me mancanza di trasparenza, carrierismi, personalismi e attaccamento alle ‘cariche’ piuttosto che leali e approfonditi confronti sui contenuti dell’azione associativa”.
Galoppi è una figura storica e di peso della magistratura moderata: è stato componente del Csm dal 2014 al 2018, poi consigliere giuridico di Maria Elisabetta Alberti Casellati quando era presidente del Senato, poi presidente della commissione ministeriale istituita da Nordio per l’esercizio delle deleghe in materia di ordinamento giudiziario.
Le dimissioni di Galoppi costituiscono il segnale più evidente della profonda spaccatura vissuta all’interno di Mi attorno all’elezione di Tango al vertice dell’Anm. Il magistrato palermitano viene infatti ritenuto da molti suoi colleghi di corrente troppo schiacciato sulle posizioni delle correnti di sinistra della magistratura (Area e Md). L’ala tradizionalista di Mi avrebbe di gran lunga preferito che a essere eletto presidente dell’Anm fosse una figura più moderata, come Antonio D’Amato, procuratore di Messina ed ex membro del Csm.