Tango è il nuovo presidente dell'Anm, che vuole "riannodare il dialogo" con la politica

Il giudice del lavoro palermitano, 43 anni, esponente di Magistratura Indipendente, subentra a Cesare Parodi che si è dimesso per ragioni familiari. Durante il referendum aveva parlato di "deriva autoritaria da arginare"

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28 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 04:12 PM
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Giuseppe Tango eletto Presidente dell’Anm durante il Comitato Direttivo Centrale dell’Associazione (ANSA/FABIO CIMAGLIA)

Giuseppe Tango è il nuovo presidente dell'Associazione nazionale magistrati. È stato eletto sabato 28 marzo per acclamazione dal Comitato direttivo centrale, nella prima seduta utile dopo le dimissioni di Cesare Parodi, che ha lasciato la presidenza per ragioni familiari.
Palermitano, classe 1982, Tango è giudice della sezione lavoro del Tribunale della sua città e figura di spicco di Magistratura Indipendente. Non è la prima volta che il suo nome viene associato alla presidenza: già alle elezioni del Comitato direttivo centrale del 2025 era risultato il più votato della lista di Mi, ma la dirigenza della corrente aveva preferito puntare su Parodi, mentre le altre correnti proponevano proprio lui.
Durante la campagna referendaria, alcune sue dichiarazioni avevano fatto discutere: "Bisogna arginare la deriva autoritaria", aveva detto Tango, aggiungendo che se la riforma fosse passata "il declino democratico sarà irrecuperabile". Dichiarazioni che poco avevano a che fare con il perimetro sindacale e molto con il comizio – e che stonano, almeno sul piano della coerenza, con il primo messaggio da presidente: riaprire il dialogo con quella stessa politica accusata di derive autoritarie.
Eletto per acclamazione, Tango ha infatti subito indicato la direzione: "Da domani ci metteremo tutti al lavoro insieme agli altri attori della giurisdizione per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia, e riannodando, se fosse possibile, i nodi di un autentico dialogo con l'interlocutore politico". Un cambio di tono rispetto alla stagione referendaria e forse un segnale che l'Anm, dopo la vittoria del No, intende rientrare nei ranghi istituzionali.