Questa volta comunque l’inchiesta è affidata alle cure dell’aggiunto Roberto Pellicano, magistrato d’esperienza nel settore dei reati economici e con una storia professionale ben delineata. Dodici anni fa, un’èra geologica politica lontana, fu nel pool di Alfredo Robledo che mandò a processo Umberto Bossi e Cerchio magico per la mala gestione dei fondi della Lega. Poi nel 2017 si dimise con una lettera al vetriolo in cui in sostanza denunciava il venir meno di “un’idea di ‘diversità’ della magistratura” a causa dello scontro tra Edmondo Bruti Liberati e Robledo, di cui il procuratore aveva bocciato alcune iniziative. Ora è tornato da aggiunto e ha guidato tra l’altro la squadra che chiesto il fallimento di Group Holding, legato alla ministra Daniela Santanchè. Tutto d’un pezzo, ma non bastano le accuse generiche.
Negli ultimi anni il metodo della procura milanese – dall’edilizia a Equalize – è stato quello di indagare fenomeni e di aprire inchieste (con indagati) su cui poi raccogliere prove. Il contrario di una indagine che parta da fatti accertati. E’ ovvio che ci sia attenzione da parte della città. Non è un mistero che, anche fuori dal salotto di Mediobanca, un certo mondo della borghesia finanziaria milanese (non così grande, a giudicare poi dai pochissimi che hanno difeso l’ex ad di Mediobanca, Alberrto Nagel) abbia accolto con ritrosia e mugugni (non più di mugugni, però) un’operazione in cui lo stato ha avuto un ruolo nella definizione degli assetti bancari di mercarto, con impatti sul “risiko” e proiezioni internazionali. Anche se la famosa borghesia milanese,
lo ricordava al Foglio anche Ferruccio de Bortoli, si è dimostrata disinteressata su questa operazione di mercato – secondo molti osservatori la scalabilità di Mediobanca è invece un segno di apertura del mercato – così come per inchieste urbanistiche che hanno prodotto, a oggi, il solo risultato di bloccare il sistema economico. Non sarebbe una grande idea, oggi, se un’altra volta ancora la politica e il mondo economico si affidassero alla sola azione della magistratura in un’inchiesta dai confini complessi. In seguito ci sarà anche da chiedersi come un’inchiesta (ipotetici processi e ipotetiche conferme di reati) possa davvero impattare su un’operazione di acquisizione ormai conclusa e promossa a pieni voti dal mercato.
Il prossimo colpo lo sparerà ancora la procura, ci si augura con mira accurata.